Antiterrorismo: nuovo rinvio con polemiche

Membro di gruppo jihadista (Getty images)
Membro di gruppo jihadista (Getty images)

Il nuovo rinvio, il terzo, nella discussione del disegno di legge recante come dicitura “Misure per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale” e che si sarebbe dovuto trasformare in un unico decreto che avrebbe dovuto riguardare sia l’antiterrorismo che le missioni internazionali, sarebbe scaturito, stavolta, dalla necessità per il presidente del Consiglio Matteo Renzi di concentrarsi sulle consultazioni in vista dell’imminente voto per il Quirinale.

Giovedì scorso, con un lapidario comunicato, Palazzo Chigi annunciava: “Si comunica che il Consiglio dei Ministri già convocato per oggi alle ore 16 è sconvocato e rinviato a mercoledì 28 gennaio 2015, in orario che verrà comunicato successivamente”. Secondo alcune fonti, dietro questi rinvii ci sarebbe il fatto che la parte del decreto inerente le missioni internazionali debba ancora essere messa a punto, altri sottolineano una questione di coperture economiche.

Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, invece, sulla questione polemizza e accusa: “In materia di terrorismo e immigrazione il governo semina incertezza. Prima il ministro Gentiloni nega, poi da Londra ammette che attraverso l’immigrazione clandestina il terrorismo può infiltrare persone pericolose in Italia. Ora Minniti, sottosegretario con delega ai Servizi, si barcamena dicendo e non dicendo. La verità è che siamo in mano al nulla”.

Prosegue l’ex ministro: “Mare nostrum è stata una catastrofe e Minniti fa male a difenderla. Con Triton, poi, le cose vanno come e peggio di prima. In Libia è l’estremismo fondamentalista che gestisce traffici di clandestini. Parallelamente dalla Turchia navi carretta vengono preparate senza che l’Italia intimi al governo turco di adottare procedure che impediscano questo ulteriore sconcio. L’Italia è indifesa”.

“Non si varano nuove norme per le continue liti, non c’è intesa nel governo sul ruolo dei servizi segreti né su quello della magistratura”, sottolinea ancora Gasparri.

“Non ci sono soldi”

“Ma il dato principale è che non ci sono soldi” – accusa il senatore ‘azzurro’ – “Bisogna fare una battaglia in Europa per sganciare le ulteriori spese per la sicurezza dai vincoli del patto di stabilità. È giusto in proposito il grido di allarme delle forze dell’ordine e dei loro sindacati. Vogliamo capire come il governo italiano intende muoversi contro la minaccia terroristica”.

 

GM