Regionali 2015, i 5 Stelle scelgono i candidati presidente

Attivisti del Movimento 5 Stelle (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Attivisti del Movimento 5 Stelle (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Dopo aver scelto, nelle scorse settimane, i nomi dei candidati consiglieri, oggi gli attivisti certificati del Movimento 5 Stelle hanno votato per scegliere i candidati presidente della Regione in vista delle elezioni regionali in Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Umbria, in programma per la primavera prossima. Il blog di Grillo annuncia che “in Campania hanno partecipato alla votazione in 3.765, in Liguria in 1.502, nelle Marche in 1.485, in Puglia in 3.034, in Toscana in 2.505 e in Umbria in 904”, quindi in tutto circa 15mila attivisti si sono espressi oggi.

In Campania, la candidata pentastellata sarà la 41enne Valeria Ciarambino, originaria di Pomigliano d’Arco e già in lizza per le elezioni europee, quando ottenne circa 30mila preferenze, risultando sesta tra i non eletti. Tante le battaglie portate avanti dalla candidata nel corso di questi anni di militanza nel Movimento 5 Stelle, tra le quali, come ricorda nella sua presentazione, quella per l’acqua pubblica, per i referendum comunali e quella contro i roghi tossici.

Giovanissima, appena 32enne, la candidata ligure Alice Salvatore, una laurea in Lingue e Letterature Straniere e un dottorato in corso. Al centro dell’attenzione, nelle battaglie portate avanti e nella sua dichiarazione d’intenti, la prevenzione contro il dissesto idrogeologico, memore di quanto accaduto nei mesi scorsi a Genova e non solo, ma anche le battaglie ambientaliste per i Rifiuti Zero e la bonifica dei terreni e dei lidi contaminati.

Ancora più giovane la candidata alla presidenza in Puglia, Antonella Laricchia, risultata terza dei non eletti e rimasta fuori per un migliaio di voti nella circoscrizione meridionale alle elezioni europee. Quasi laureata in Architettura, i temi al centro del suo impegno interno al Movimento 5 Stelle sono stati energia, gestione dei rifiuti e dei soldi pubblici, de-politicizzazione della cultura.

Nelle Marche, il candidato è Giovanni Maggi, 68enne originario di Ancona, che richiama all’attenzione la questione anagrafica: “Voglio gridare a quelli che vivono i miei stessi problemi e che come me hanno i capelli bianchi, tutta la mia rabbia e il mio disgusto per questi ricchi e potenti signori della regione che, per mantenere privilegi e consensi, dispensano incarichi e poltrone ai loro amici fidati con concorsi taroccati, alla faccia della disoccupazione che cresce”.

In Toscana, regione lacerata nelle scorse settimane da alcune fuoriuscite, il candidato è il 36enne carrarese Giacomo Giannarelli, il quale promette di battersi “per l’Introduzione di Strumenti di Democrazia Diretta, per una Rendicontazione puntuale delle spese, per una Sanità Pubblica e di Qualità, per promuovere le azioni contro il Disastro Idrogeologico, per una nuova legge sulle Cave rispettosa della sentenza della corte costituzionale, per un Acqua Pubblica senza aumenti di bolletta, per una Regione a Rifiuti Zero senza inceneritori, per la massima diffusione delle Energie Rinnovabili e del Risparmio Energetico, per una Mobilità Sostenibile, per una Connettività diffusa anche nelle zone montane”.

Infine, la candidata umbra è la 49enne insegnante Laura Alunni, attivista pentastellata da circa due anni, dal marzo 2013, dopo il boom elettorale. La sua candidatura nasce – spiega nella dichiarazione d’intenti – “poichè la mia Umbria è oramai da troppi anni in mano a lobbies, centri di potere e partiti che, in maniera bipartisan, hanno impoverito il territorio senza una visione di sviluppo, inclusione, innovazione, partecipazione”.

 

GM