Blitz antiracket a Bari, nove arresti

Blitz antiracket a Bari, nove arresti
Carabiniere (MARIO LAPORTA/AFP/Getty Images)

Carabiniere (MARIO LAPORTA/AFP/Getty Images)

E’  scattato alle prime luci dell’alba un blitz dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, che hanno dato esecuzione a 9 nove misure cautelari, delle quali 8 in carcere e una ai domiciliari, emesse del Giudice per le Indagini preliminari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Si tratta del frutto di indagini lampo, avviate dai carabinieri del Reparto Operativo di Bari nell’ottobre scorso e coordinate dalla D.d.a. della Procura della Repubblica di Bari, che hanno permesso di fare luce su due distinti episodi estorsivi commessi ai danni di due imprenditori, uno barese operante nel settore dei materiali plastici e un edile operante nella zona di Bitonto.

Dalle indagini è emerso quello che gli inquirenti definiscono grave contesto intimidatorio da parte della criminalità organizzata locale, la quale non solo impone il pizzo ma pretende di entrare direttamente nella gestione degli affari delle società per garantire il rispetto di accordi e pagamenti, come rilevato nel caso dell’azienda di materiali plastici. In alcuni casi, sono gli imprenditori stessi che si rivolgono incautamente ai malavitosi per risolvere i loro problemi, finendo nella morsa del racket delle estorsioni, come accaduto nella seconda estorsione.

La prima estorsione ha avuto inizio proprio dalle richieste di un imprenditore di Barletta nei confronti del collega barese: allo scopo di ottenere il pagamento di alcune fatture, questi non aveva infatti esitato a prendere contatti con i fratelli Nicola e Raffaele Anemolo, esponenti di spicco dell’omonimo gruppo criminale operante nei quartieri baresi di Carrassi e Poggiofranco, i quali avevano tenuto dapprima un approccio minaccioso, rivolgendo intimidazioni ai familiari della vittima, poi lo avevano indotto a cercare un compromesso proponendo pagamenti rateali per estinguere un debito di circa 30.000 euro.

L’imprenditore pensava di poter essere lasciato in pace cedendo al ricatto, ma la sua situazione si è aggravata in quanto i malviventi hanno preso ad aggiungere interessi e fantomatiche spese legali, raddoppiando la pretesa estorsiva. A quel punto, la vittima dell’estorsione decideva di denunciare tutto ai carabinieri, liberandosi così del pesante giogo.

Diverso, ma altrettanto grave e inquietante, il secondo episodio di estorsione: un piccolo imprenditore edile, che aveva appena avviato la sua attività nella zona di Bitonto, si è fatto presentare da un suo dipendente “degli amici” che avrebbero potuto agevolare i suoi affari sul territorio e che si sarebbero poi rivelati sodali di un gruppo criminale, capeggiato dal 26enne bitontino Giovanni Stellacci, contiguo alla criminalità organizzata del territorio, in particolare al clan mafioso Conte-Cassano.

In questo caso, dopo i primi approcci amichevoli, è scattata la richiesta di pagare per avere una sorta di copertura assicurativa, un vero e proprio pizzo che però avrebbe consentito all’imprenditore di lavorare tranquillo in tutta la zona. Arrestato nell’operazione anche il dipendente, che avrebbe chiesto aiuto direttamente al gruppo criminale per “recuperare” una mensilità di stipendio arretrato. Nel complesso, il gruppo criminale ha taglieggiato all’imprenditore oltre 11mila euro.

 

GM

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