Il giorno di Tsipras a Bruxelles

Alexis Tsipras e Jean-Claude Juncker (EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)
Alexis Tsipras e Jean-Claude Juncker (EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)

È stato il giorno del debutto di Alexis Tsipras a Bruxelles nelle vesti di premier, e quasi come un alunno al suo primo giorno scuola, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker lo ha preso per mano per scortarlo dentro Palazzo Berlaymont, dopo averlo accolto calorosamente. Il nuovo Primo Ministro greco era sorridente ma anche visibilmente imbarazzato dal gesto di Juncker. A Bruxelles Tsipras ha avuto colloqui con il presidente della Commissione Ue, quello del Consiglio europeo Dondald Tusk e infine si è rivisto con il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz, con cui ha tenuto la conferenza stampa di fine vertice.

Un accordo con l’Eurozona sul debito pubblico della Grecia “ancora non c’è“, ha detto Alexis Tsipras in conferenza stampa, “ma stiamo andando nella giusta direzione”, ha precisato. “Sono ottimista che troveremo un accordo soddisfacente per tutti“, ha aggiunto Tsipras dopo gli incontri con i presidenti di Commissione, Consiglio e Parlamento europeo. “Abbiamo la volontà di lavorare per un accordo reciprocamente accettabile”, per la Grecia e per l’Eurozna, e “siamo pronti a negoziare“, ha continuato Tsipras, ridimensionando i toni assunti nei giorni successivi alla sua vittoria e che avevano visto un difficile incontro con Schulz. “Il nostro obiettivo è che siano rispettate la sovranità e il mandato che abbiamo ricevuto – ha spiegato Tspras – , allo stesso tempo noi rispetteremo le regole dell’Unione europea“, ha aggiunto. Si tratta di uno Tsipras decisamente conciliante, che forse ha raccolto alcuni dei consigli che deve avergli dato Matteo Renzi nel bilaterale di ieri a Roma.

Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha osservato che in Grecia finora sono stati “i cittadini a pagare il conto” della crisi economica, mentre, “è ora che contribuisca chi ha portato i soldi all’estero“, ha sottolineato il politico tedesco, aggiungendo che su questo punto “Tsipras potrà contare al 100% sul Parlamento europeo“. La vicenda dei greci facoltosi con soldi nascosti all’estero era stata caratterizzata nell’ottobre del 2012 da un episodio che sollevò molte perplessità sull’operato del governo di centrodestra guidato dall’ex premier Antonis Samaras, lo sconfitto delle elezioni del 25 gennaio scorso in Grecia: l’arresto del giornalista greco Costas Vaxevanis per aver pubblicato una lista con i nomi di circa 2.000 cittadini ellenici con conti correnti in Svizzera. La lista di presunti evasori fiscali risaliva al 2010 e all’epoca fu consegnata dall’allora ministro delle Finanze francese Christine Lagarde al governo di Atene, che tuttavia dichiarò di lì a poco di averla persa.

“Abbiamo avuto un colloquio franco e aperto su tante questioni di interesse comune”, ha detto il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk dopo l’incontro con Tsipras. “Circa l’assistenza finanziaria, ho sottolineato la necessità di trovare una soluzione accettabile per tutti gli Stati membri coinvolti nei negoziati”, ha spiegato Tusk.

V.B.