“Cinquanta sfumature di grigio”: recensione

10384753_332344030302628_2915948877888576629_nArriva il 12 febbraio Cinquanta sfumature di grigio, l’adattamento cinematografico del best-seller scritto dall’autrice E.L. James e diventato un fenomeno globale. Il film è diretto da Sam Taylor-Johnson e racconta la relazione tra la studentessa del college Anastasia Steele e il miliardiario ventisettenne Christian Grey.

Jamie Dornan e Dakota Johnson interpretano rispettivamente Christian Grey e Anastasia Steele. Insieme a loro nel cast figurano: Luke Grimes che ha il ruolo di Elliot (fratello di Christian); Victor Rasuk che interpreta Josè (intimo amico di Anastasia); Eloise Mumford che incarna Kate (migliore amica e coinquilina di Anastasia); Marcia Gay Harden che interpreta la dottoressa Grace Trevelyan Grey (madre di Christian); Rita Ora che interpreta Mia (sorella di Christian); Max Martini che ha il ruolo di Taylor (guardia del corpo di Christian); Callum Keith Rennie che dà corpo a Ray (patrigno di Anastasia); Jennifer Ehle che interpreta Carla (madre di Anastasia) e Dylan Neal che interpreta Bob (marito di Carla).

Le caratteristiche principali dell’opera sono il bondage, il sadomaso, un atteggiamento voyeuristico, una mania del controllo da parte del bel tenebroso Mr. Cinquanta sfumature di perversione, l’ingenuità di Anastasia Steele, un contratto da sottomessa, un montaggio sofisticato, una fotografia patinata, una scenografia minuziosamente curata, un sottofondo musicale quasi onnipresente, una stanza rossa piena zeppa di giochi depravati, voli a sorpresa in elicottero, ricchezza a non finire, batticuore e un bel po’ di umiliazione.

In sostanza, i fan del libro non rimarranno affatto delusi dalla trasposizione cinematografica, perché la pellicola riprende fedelmente il testo, con una sostanziale differenza: non viene narrato soltanto l’aspetto sessuale, ma anche l’amore, che diventa addirittura il cardine della complicata e tormentata relazione tra Anastasia e Christian. Intendiamoci: di scene piccanti ce ne sono a iosa, ma la macchina da presa non si sofferma sulle parti intime, si ritrae poco prima dell’amplesso, gioca più che altro sui dettagli (nudità, bende, frustini, corde, ecc.). Così, il film si trasforma in un lungometraggio erotico pretenziosamente romantico, quasi ad ammiccare a cult come Pretty Woman e 9 settimane e ½ , ma qui le scene esplicite non fanno altro che rafforzare l’idea che siamo dinanzi a una pellicola in perfetto stile Harmony, dove Mr. Grey non ha semplicemente desideri pruriginosi, ma è più che altro un’anima intaccata dalla lussuria, dalla baldanza e da una freddezza innaturale, sintomo di un passato difficile da dimenticare.

E sicuramente, alla fine, i sostenitori della trilogia non vedranno l’ora di vedere sul grande schermo i successivi romanzi della serie, ovvero Cinquanta sfumature di nero e Cinquanta sfumature di rosso, che esploreranno in profondità il rapporto conflittuale tra i due protagonisti.