Hezbollah, Siria e Iran: guerra a Israele nel Golan

Funerale ebraico a Beersheva (Sven Nackstrand/Getty Images)

L’altipiano del Golan fa da scenario, da circa 50 anni, a una fra le tante tensioni geopolitiche e militari del Vicino Oriente, determinate dal diffuso sentimento anti-israeliano. Il sistema montuoso si estende sui confini fra Israele, Siria, Libano e Giordania; alle sue pendici vi è una porzione di territorio occupata militarmente da Israele che da anni lo ha annesso unilateralmente senza mai ottenere il riconoscimento della comunità internazionale. Stamani, nella zona, sono ripresi intensi scontri tra miliziani libanesi filo-iraniani di Hezbollah e gruppi di insorti locali facenti parte del gruppo jihadista di Al Nusra, espressione diretta di Al Qaeda ed altri gruppi islamici.  Con un’offensiva coordinata tramite una vasta operazione militare di miliziani Hezbollah, unità governative siriane e intelligence iraniana, questa mattina ha avuto inizio una nuova “battaglia del Golan” che ha portato alla conquista della città di Hirbet Ghazaleh, al confine di Israele, da parte di questa atipica task-force.

L’intento tattico, come dichiarato anche dal presidente siriano Bashar al-Assad ai media di Damasco, è quello di “impedire ad Israele di crearsi una fascia di sicurezza nel Golan siriano”. Solo di recente, Assad aveva accusato Israele, senza usare mezzi termini, di mettere i mezzi della propria aviazione al servizio dei terroristi di al-Qaeda. Hezbollah, Siria e Iran puntano a prendere i maggiori centri filo-occidentali come Daraa, Quneitra nuova e Quneitra vecchia, vicine al confine dell’armistizio del 1973, giunto dopo la “guerra dei sei giorni”. Il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki Moon si è di recente detto molto preoccupato e ha condannato con forza gli atti di violenza che hanno provocato la morte di due soldati israeliani e di un casco blu di Unifil. La sua esortazione alle parti in causa è stata quella di astenersi da ogni azione che possa minare la stabilità della regione. Un messaggio, quello del Coreano, rivelatosi prevedibilmente vano.

CM