Jobs Act, Speranza: non ascoltare parere Camere è stato errore del governo

Roberto Speranza (Franco Origlia/Getty Images)
Roberto Speranza (Franco Origlia/Getty Images)

Dopo le critiche della presidente della Camera Laura Boldrini, che aveva stigmatizzato l’atteggiamento del governo sull’approvazione degli ultimi decreti delegati al Jobs Act senza tener conto dei pareri delle Camere, è arrivata l’ammissione dell’errore da Roberto Speranza, capogruppo alla Camera del Pd. “Il governo ha sbagliato a non tener conto del parere delle commissioni Lavoro di Camera e Senato sui licenziamenti collettivi previsti dalla delega sul lavoro“, ha affermato Speranza. Le Commissioni avevano infatti dato parere contrario all’applicazione della riforma dell’art 18 dello Statuto dei Lavoratori ai licenziamenti collettivi; nonostante le critiche del presidente della Commissiome Lavoro al Senato Maurizio Sacconi, del Nuovo Centrodestra, che aveva parlato di “passi indietro”. La Commissioni Lavoro di Camera e Senato, comunque, avevano votato (Pd compreso) per esculdere dalla riforma del lavoro i licenziamenti collettivi. Poi però il governo, in sede di Consiglio dei Ministri, ha preferito non tenere conto di qquesti pareri asoggettando alla nuova normativa anche i licenziamenti collettivi. Il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damniano aveva sottolineato l’errore nella decisione del governo, sottolinenado le incongruenze della nuova disciplina: “Sui licenziamenti collettivi rischia di aprirsi subito un contenzioso davanti alla magistratura. Nei collettivi infatti emergerà in maniera evidente quella divisione strutturale tra vecchi e nuovi assunti che percorre tutto il Jobs act. Nel caso di licenziamenti collettivi illegittimi, il giudice dovrebbe ordinare il reintegro nel posto di lavoro di coloro ché sono stati assunti prima della riforma mentre per quelli presi col contratto a tutele crescenti basterebbe l`indennizzo economico”.

Un errore che ora viene riconosciuto dal capogruppo del Pd alla Camera che ha avvertito: “Deve essere a tutti chiaro che se viene meno quella necessaria sintonia tra Parlamento e governo non sarà possibile vincere la sfida riformatrice che il Pd ha giustamente lanciato e non si va da nessuna parte”. Quindi Speranza ha precisato: “Se è vero che i pareri non sono formalmente vincolanti, è un errore non averli presi in considerazione. Le sfide che il Paese ha di fronte richiedono non solo una convinta determinazione nell’azione di governo ma anche un ruolo autonomo e autorevole del Parlamento”.

V.B.