Conflitto ucraino, le strategie di Inghilterra e Lituania

(Rob Stothard/Getty Images)

Niente di nuovo sul fronte ucraino. Le forze regolari dell’esercito di Kiev sostengono di non poter ancora iniziare il ritiro delle armi pesanti dal fronte perché i ribelli continuano a bombardare le loro postazioni. Secondo il portavoce dei militari, Anatoli Stelmakh, i separatisti avrebbero aperto il fuoco contro le postazioni ucraine numerose volte durante la scorsa notte. Intanto, il cosiddetto “Quartetto di Normandia”, ossia i ministri degli Esteri di Ucraina, Russia, Germania e Francia hanno sollecitato a non indugiare sull’applicazione degli accordi sottoscritti il 12 febbraio a Minsk. Nella dichiarazione congiunta dei ministri si sottolinea l’importanza dell’avvio del processo politico di conciliazione, per il quale sarà necessario un negoziato diretto e fruttuoso tra Kiev e i rappresentanti delle autoproclamate repubbliche del Donbass (Donetsk e Lugansk). Tale processo politico dovrà riguardare anche la preparazione delle elezioni e valutazione della riforma costituzionale. Intanto, il mandato Osce nell’Est del Paese sarà prolungato e rafforzato: gli osservatori internazionali dovranno monitorare e verificare il rispetto del ritiro dell’artiglieria pesante.

Il conflitto russo-ucraino, nel frattempo, continua a muovere leve più o meno sotterranee sia oltre confine, sia lontano dal fronte. La Lituania, paese baltico al confine con l’enclave russa di Kalingrad, teme aggressioni del Cremlino e ha ripristinato il servizio militare obbligatorio abolito nel 2008. Mosca, a dicembre, ha effettuato una dimostrazione di forza vicino al confine lituano, con 9.000 soldati e 55 navi da guerra. Queste le dichiarazioni della presidente lituana Dalia Grybauskaite: “Il contesto geopolitico attuale ci impone di rafforzare l’esercito, e di farlo il più velocemente possibile. Il Consiglio di Difesa dello Stato ha deciso di introdurre nuovamente la leva obbligatoria per i prossimi 5 anni. Il servizio militare durerà 9 mesi e saranno arruolati 3500 cittadini lituani”.

Anche Londra prende iniziative concrete contro Mosca. Come annunciato dal premier David Cameron, la Gran Bretagna invierà in Ucraina 75 addestratori che insegneranno ai soldati di Kiev come combattere contro i separatisti filo-russi che da mesi tengono sotto scacco l’esercito regolare nelle regioni orientali del Paese. Intelligence tattica, cure mediche, addestramento alla fanteria per un periodo di 6 mesi: questa è la mano che Londra tende a Kiev. Il governo britannico ha però escluso l’invio di materiale bellico. Il presidente Cameron inoltre ha fatto un appello al network Bbc a “contrastare la marea di disinformazione filo-russa”: “è un rimprovero che ci giunge proprio dai paesi baltici”, ha riferito il primo ministro inglese.

CM