Cesa contro Salvini: “Veniamo da 20 anni di sparate”

Lorenzo Cesa con Pier Ferdinando Casini (Getty Images)
Lorenzo Cesa con Pier Ferdinando Casini (Getty Images)

Nel centrodestra, prosegue lo scontro tra area moderata, che si riconosce fondamentalmente in Ncd e Ucd, che hanno intrapreso il percorso di Area Popolare, e quella più estrema, che è capeggiata dal leader della Lega Nord, Matteo Salvini, e che oggi scende in piazza a Roma per un corteo a cui aderiscono anche Fratelli d’Italia e CasaPound. L’Udc, invece, componente moderata e che sostiene il governo Renzi, si ritrova all’assemblea nazionale “Area Popolare: un Paese senza slogan”, in corso a Roma.

Dal palco dell’incontro, il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa ha attaccato Salvini facendo un parallelismo col premier greco, Alexis Tsipras, “un altro che dice ‘Via subito dall’euro e dall’Europa’. Ma se mai vincesse le elezioni, il giorno dopo direbbe proprio come Tsipras: ‘anzi, forse mi sono sbagliato. Aspettate, trattiamo’. Ma siccome per fortuna in Italia le elezioni Salvini non le vincerà mai, ecco che serve un’alternativa, una proposta seria, che consenta alle nostre famiglie di tornare a guardare al futuro con un po’ di speranza”.

“Renzi a casa vuol dire basta euro. Governo schiavo dell’Europa e di Bruxelles. Non avete sbagliato manifestazione. Veniamo da vent’anni di sparate, vent’anni che hanno messo in ginocchio l’Italia”, prosegue Cesa, sottolineando poi il percorso intrapreso sulle regionali:”La linea di marcia è indicata e in molte regioni, infatti, il lavoro che stiamo facendo va proprio nella direzione di costruire alleanze omogenee con il progetto che guarda al dopo 2018. Ci saranno liste di Area Popolare ovunque si voterà per le Regionali di primavera”.

Sostiene poi Cesa: “Poiché il nostro è anche un partito che rispetta le peculiarità delle realtà locali e rispetta i propri dirigenti sui territori, dove in alcuni casi limitati il nostro partito è stato alleato fino ad oggi del Pd ed ha governato bene, non possiamo non tenerne conto. Le alleanze si costruiscono intorno ai programmi e ai candidati”.

Ridiscutere la legge elettorale

Cesa esalta dunque il ruolo di Area Popolare all’interno del governo: “Pensate a tutti i mal di pancia che si manifestano ogni giorno nel Pd, se non ci fossimo noi Renzi sarebbe ostaggio dei vari Fassina di turno. E il Paese sarebbe fermo”. Quindi chiede che si torni a discutere di legge elettorale: “Alle liste bloccate diciamo no. Gli italiani devono eleggere i loro rappresentanti in Parlamento. Vogliamo le preferenze”.

Infine Cesa conclude: “Visto quello che sta accadendo dentro il Pd prendo atto che di legge elettorale bisogna tornare a discutere. Bene: nessuno, dico nessuno, pensi che basta ritrovare un po’ di pace dentro il Pd per chiudere la questione”.