Madia: sì al whistleblowing

Marianna Madia
Il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Nel nostro Paese dove l’omertà regna sovrana – o quasi -, il fatto che il nostro collega possa denunciare un atto illecito fatto da noi, o da chiunque altro all’interno dell’azienda dove lavoriamo appare una cosa dell’altro mondo. Ma le cose stanno cambiando. Il primo ente che si è mosso a favore del whistleblowing (la denuncia appunto di atti ritenuti non idonei, rimanendo protetti dal segreto) è l’Agenzia delle Entrate, il cui direttore Rossella Orlandi ha diffuso la scorsa settimana una circolare  in cui proclama la propria lotta contro l’illegalità e la corruzione.

A riguardo si è espresso anche il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, che a un convegno al Tempio di Adriano a Roma ha detto: “Io la parola delatore non l’accetto, perché credo che la dobbiamo fare finita di nasconderci dietro concetti tutti vecchi e, in qualche maniera, sorpassati”. Sorpassati sì, ma dagli altri Paesi che, come al solito, risultano sempre avanti a noi in ambito di trasparenza e anti-corruzione (ma forse anche in tutto il resto). “Ci sono paesi che sono molto più avanti di noi in tema di trasparenza e legalità – ha aggiunto – Pensate agli Usa e all’Inghilterra, dove la figura del collega che denuncia comportamenti scorretti è prevista da anni. La legge nostra, già dal 2013, prevede la tutela assoluta della riservatezza per chi collabora con la propria amministrazione. Il problema è che questa legge non era mai stata attuata, quindi noi abbiamo avuto il coraggio e, credo, la voglia di essere veramente trasparenti e dare l’opportunità a tutti di dimostrare senso civico”, ha concluso Marianna Madia.

Sarà contento allora anche l’ambasciatore Usa in Italia, John R. Phillips che la scorsa settimana, ospite a un convengo sulla giustizia civile alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, aveva espresso il suo parere sulla necessità che vede in Italia di più legalità. Aveva sottolineato in tal senso come la pratica del whistleblowing in America fosse sostenuta da una legge entrata in vigore nell’1986.

Dopo solo 29 anni, ci siamo arrivati anche noi.

BT