Renzi contro Boldrini: uscita dal perimetro istituzionale

Laura Boldrini (Franco Origlia/Getty Images)
Laura Boldrini (Franco Origlia/Getty Images)

Duro attacco del presidente del Consiglio Matteo Renzi a alla presidente della Camera Laura Boldrini. Secondo il premier la presidente della Camera è uscita “dal suo perimetro di intervento istituzionale con valutazioni di merito se fare o no un decreto che non spettano al presidente di un ramo del Parlamento”. Così ha detto Renzi in un’intervista al settimanale “L’Espresso“, in edicola domani. Renzi mostra quindi di non aver per niente gradito le dichiarazioni di Boldrini in merito al ricorso non opportuno allo strumento del decreto legge per la riforma della Rai, non ravvisando i requisiti di urgenza che dovrebbero caratterizzarlo. “Sulla Rai non c’è qualcosa di imminente, non c’è una scadenza”, aveva sottolineato Boldrini. Affermazioni che avano già suscitato la dura reazione del vicesegretario del Pd Debora Serracchiani, che aveva avverito: “Non spetta al Presidente della Camera dire se ci siano i requisiti di urgenza“. Renzi aveva già criticato Boldrini per un altro intervento, questa volta sul Jobs act, quando aveva biasimato il governo per non aver tenuto conto dei pareri delle Commissioni delle Camere ai decreti delegati che prevedono il superamento dell’art 18 dello Statuto dei Lavoratori. “La Boldrini è la presidente della Camera è l’arbitro dei giochi parlamentari e la lascio fuori dalla discussione”, aveva detto il premier alla trasmissione In mezz’ora. Ora la nuova stoccata sul tema della Rai, su cui il premier si è mostrato particolarmente sensibile.

In merito ai decreti legge, tuttavia, Renzi ha promesso una riduzione dell’impiego di questo strumento legislativo. “Ci siamo impegnati con il presidente della Repubblica e con le opposizioni a presentare meno decreti possibile”, ha detto e una prima decisione in questo senso è stata fatta con la riforma della scuola, per la quale il governo ha deciso di cambiare, passando dal decreto al disegno di legge, ma questa volta suscitando la reazione opposta dei sindacati, degli insegnanti e di parte del mondo politico a causa delle assunzioni dei precari della scuola che potrebbero essere a rischio. Anche se Renzi e il ministro dell’istruzione Giannini hanno assicurato che i precari non correranno alcun pericolo sulle assuznioni.
Tornando sulla riforma della Rai, Renzi ha precisato che non farà ricorso al decreto legge, quindi sulla tv pubblica ha aggiunto: “Mi piacerebbe che ogni rete avesse la sua identità. Dovranno avere un’identità culturale: Raiuno generalista, su Raidue l’innovazione e la sperimentazione, su Raitre la cultura. E non voglio più andare in giro per il mondo con cinque microfoni della Rai a intervistarmi. Ne basta uno”.

Nel frattempo Laura Boldrini si trova a dover affrontare un’altra ondata di insulti sui social network. A pochi giorni dalla Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, la presidente della Camera è tornata ad affrontare il tema a lei caro del rispetto dell’identità di genere nel linguaggio e ha pubblicato su twitter la lettera da lei inviata alle deputate e ai deputati per ricordare loro di declinare al femminile il ruolo o gli incarichi ricoperti dalle donne e quindi dire “la presidente e non il presidente, la ministra e non il ministro, la deputata e non il deputato, eccetera”. Una questione che la presidente della Camera aveva già sollevato in altre occasioni e per la quale di è richiamata al principio di non discriminazione e di tutela delle dingità della persona, sanciti dagli art. 2 e 3 della Costituzione e anche alle indicazioni dell’Accademia della Crusca. Una iniziativa che però le è valsa la reazione rabbiosa del web, per lo più da parte di uomini, ma anche da alcune donne. Oggi Laura Boldrini aveva anche lanciato un appello contro la violenza nei confronti delle donne sul web.

V.B.