Il Fisco bussa anche alle porte del Vaticano

Vaticano
(Giorgio Cosulich/Getty Images)

Il Governo prepara un accordo anche con lo Stato del Vaticano. Ad anticiparlo è stato il premier Matteo Renzi, che ha affermato: “Non c’è solo la Svizzera. Io, per esempio spero di recuperare un po’ di denari anche dal Vaticano”. Dunque dopo le intese con Svizzera, Liechtenstein e il Principato di Monaco, il Fisco si adopera per abolire il segreto bancario anche con lo Stato della Chiesa.

La trattativa in corso, condotta dalla Segreteria di Stato, riguarderebbe i depositi bancari e le questioni fiscali ad essi collegati. Il confronto con la Santa Sede non tratterebbe i conti privati in Vaticano, perché lo Ior negli ultimi anni dovrebbe aver chiuso – dopo attenta revisione – tutti quei conti non intestati a soggetti ecclesiastici o non dipendenti del Vaticano. Il Fisco italiano sarebbe allora interessato a quei movimenti di denaro verso Paesi terzi condotti dalle Case generalizie degli Ordini religiosi, le quali hanno normalmente sede in Italia. La discussione è complessa ma aperta, fa sapere il Vaticano.

Lo schema è sempre lo stesso, quello che riprende il modello Ocse di Tax Information Exchange Agreement (Tiea) consentendo “lo scambio di informazioni su richiesta. Lo Stato a cui sono richieste le informazioni non può rifiutarsi di fornire allo Stato richiedente la collaborazione amministrativa per mancanza di interesse ai propri fini fiscali, né opporre il segreto bancario”. Accompagnato, come per i casi precedenti, dal Protocollo per le richieste di gruppo.

Il dossier comunque non si limiterebbe a questo e sarebbe molto differente rispetto a quelli aperti per gli accordi fiscali con Svizzera, Liechtenstein e Principato di Monaco. La differenza sta nel fatto che argomento di discussione sarà anche il trattamento che la Banca d’Italia riserva al Vaticano. In base a una direttiva che risale al 2010, infatti, la Santa Sede è ritenuta un “Paese non equivalente” sul piano degli standard finanziari. Ulteriore differenza è che – seppure non collabora a pieno con il Fisco italiano – il Vaticano non compare nella black list ai fini della voluntary disclosure.

Sarà forse questa la volta buona che gli oscuri segreti del Vaticano e dei suoi dipendenti verranno svelati?

BT