Immigrazione, ecco il piano Ue per fermarla all’origine

(Filippo Monteforte/Getty Images)

Il senso di urgenza del problema dell’immigrazione extra-continentale sul suolo europeo si sta amplificando, visto che la Commissione Ue ha deciso di adoperarsi concretamente per cercare di filtrare i flussi migratori laddove cominciano e si svolgono, ossia su territori spesso controllati da trafficanti di vite che speculano sulla vita dei disperati illudendo loro con sogni difficilmente realizzabili. A Bruxelles non si vuole perdere tempo, considerando anche i numeri recenti diffusi dall’agenzia europea Frontex, decisamente allarmanti: dalla porta nordafricana della Libia sarebbero pronti a mollare gli ormeggi tra 500mila e 1 milione di persone nel solo 2015. Per molti di questi, la meta più facilmente raggiungibile sarebbe, ovviamente, l’Italia.

Secondo la Lady Pesc Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, la priorità su cui focalizzarsi è la cooperazione con i Paesi di origine e transito del fenomeno migratorio. L’intento sarebbe quello di spingere i Paesi interessati a dotarsi di adeguate strutture per investigare i casi e perseguire i trafficanti, creare un sistema di scambio di informazioni sulle migrazioni legali, lavorare insieme, dialogare, capirsi. E poi: attrezzare mezzi di intervento e di caccia ai criminali, punire i malfattori, sostenere gli esuli, studiare piani di rientro e approfondire le dinamiche di trasferimento di rifugiati da un Paese all’altro. Anzitutto, sarebbero necessari progetti pilota che consentano ai partner d’oltremare di attrezzare agenzie sul territorio e che gestiscano i flussi, combattano le gang, aiutino chi è in difficoltà. Il dibattito in seno alle istituzioni dell’Unione Europea è fissato a lunedì.

Intanto, lo stesso ministro degli Interni Angelino Alfano fa pressione su Bruxelles. Il ministro ha annunciato di voler parlare al consiglio Affari interni Ue di lunedì, ma non sarà semplice. Le proposte di Alfano parlano della necessità di costituire centri di raccolta per migranti in Nord Africa (in particolare nei Paesi a confine con la Libia, come Tunisia ed Egitto) per lo screening degli aventi diritto all’asilo, e per una equa distribuzione degli immigrati tra i 28 Stati membri dell’Unione. Inoltre, il ministro proporrebbe di coinvolgere direttamente i Paesi terzi affidabili nella sorveglianza marittima e nelle attività di ricerca e salvataggio, in particolare al largo della Libia.

CM