Parma, altri due punti di penalizzazione

Parma (getty images)
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Piove sul bagnato per il Parma, anche se la sentenza era attesa. Il Tribunale della Federcalcio ha inflitto altri 2 punti di penalizzazione al club, per inadempienze nei pagamenti degli stipendi ai tesserati. Inoltre sono stati inflitti 4 mesi di inibizione all’ex presidente Ghirardi e al Ds Leonardi, che pero’ ora non sono più al timone della società. Questi due punti si vanno ad aggiungere all’altro che il club aveva già in classifica e dunque in totale ora sono tre. Il Parma è sempre ultimo, ma con 9 punti.

Nella giornata di ieri, oltre a questo, sono arrivate le parole del socio di minoranza Roberto Giuli, il quale, con Energy T.I. Group, detiene il 10% delle quote. Questi ha affermato che ”il debito è di 56 milioni e il capitale è totalmente azzerato. Chi è entrato nel Parma dopo Ghirardi ha scoperto una situazione che non conosceva, qui non c’è neppure il denaro per comprare il caffè”.

Parole davvero forti che proseguono così: ”Nel caso in cui ci siano realmente i soldi, è necessario metterli nelle casse della società. Ad oggi non c’è nulla, la verità è questa. Bisogna dimostrare che esistono garanzie. I debiti tributari ammontano a 30 milioni, se verranno coperti il Parma non fallirà. Il bilancio dal quale ci siamo astenuti portava una perdita di 13 milioni ed era relativo al giugno del 2014. Noi abbiamo ritenuto che non fosse veritiero. Al 31 dicembre 2014 c’erano 50 milioni di debiti. Attualmente siamo a 56 milioni. Non c’è modo di verificare i conti del Parma”.

Sul fronte nuovi acquirenti e in particolare ‘Proto-Group’ che avrebbe offerto 500 mila euro a Manenti per rilevare la presidenza, anche se non ci sono grandi riscontri su questo fronte, così come sul fronte del Fondo americano, legato a un imprenditore che vive a Parma. Per ora solo rumors.

Marco Orrù