“In Rai col velo islamico”, raffica di no alla proposta

Proteste di giovani islamiche (FRED DUFOUR/AFP/Getty Images)
Proteste di giovani islamiche (FRED DUFOUR/AFP/Getty Images)

La proposta l’ha lanciata il presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii), Izzedin Elzir, dalle colonne del quotidiano romano “Il Tempo”: “Diverse ragazze mi hanno detto che non sono state accettate in posti pubblici a causa del velo. Si trovano delle scuse. Ho il dubbio che in giro ci sia qualche intollerante. La donna musulmana che vive in Italia è libera di decidere se portare o no il velo. Speriamo che la riforma Rai di Renzi sia più aperta. Mi piacerebbe vedere in tv una giornalista con il velo”.

Tanti però i no alla proposta, anche se con diverse sfumature, all’interno del centrodestra. Secondo l’europarlamentare della Lega Nord, Gianluca Buonanno, che nei giorni scorsi era stato al centro dell’attenzione per alcune frasi contro i rom, “se qualcuno, come il presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia, pensa di fare della Rai un’appendice dell’Islam se lo levi dalla testa: che razza di idea è quella di far indossare il velo a una giornalista che conduce il telegiornale? Magari il prossimo passo sarà quello di farle leggere le notizie in arabo? Dobbiamo difendere la nostra Italia e i nostri valori da queste proposte assurde, che hanno solo l’obiettivo di distruggere la nostra civiltà”.

Nettamente contraria anche Daniela Santanché, anche lei al centro di una querelle con le comunità rom: “L’idea del presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia, che vorrebbe una giornalista velata a condurre un tg del servizio pubblico, è fuori dal mondo. Dobbiamo difendere la nostra cultura, di cui la Rai è una delle espressioni più alte. Non possiamo lasciare spazio a chi vuole ‘islamizzare’ anche la nostra televisione. In Rai, come è normale che sia, lavorano anche giornalisti di lingua araba, ma pensare di ostentare il velo davanti alle telecamere è francamente troppo”.

I centristi della maggioranza

Pìù sfumate le posizioni dell’Udc: “Una giornalista Rai con il velo alla conduzione del telegiornale non è sicuramente la strada migliore per affermare il valore della multireligiosità nel nostro Paese”, sostiene il vicesegretario vicerio Antonio De Poli, mentre il segretario Lorenzo Cesa è più duro: “Considero scioccante la proposta giunta dall’Ucoii che vorrebbe una giornalista velata a condurre un tg Rai col fine di aprire chissà quale processo sensibilizzatore in un momento in cui la natura pacifica dell’islam è, per via dei tragici episodi attribuiti alla violenza dello Stato Islamico, posta in discussione dalla comunità internazionale e dallo stesso mondo arabo”.

Rileva infine il presidente della commissione Esteri della Camera Fabrizio Cicchitto, parlamentare del Nuovo Centrodestra: “Il rispetto reciproco che deve esistere tra tutte le religioni non può passare per atti che mirano a imporre, di fatto, una determinata visione. Credo, al contrario, che la Rai, espressione di un servizio pubblico, deve garantire indipendenza e pluralità anche sul fronte della libertà di religione: un velo in video non andrebbe sicuramente in questa direzione”.

GM