Pd romano nel caos, lascia minisindaco di Ostia

Militante del Pd (Franco Origlia/Getty Images)

Andrea Tassone si è dimesso da presidente del X Municipio: una decisione che era nell’aria e che è un duro colpo per il Pd romano, che vede mollare il minisindaco di uno dei maggiori municipi capitolini, che va dal litorale di Ostia fino ai quartieri di Ostia Antica, Acilia, Casalpalocco e Infernetto. Le dimissioni sarebbero legate al fatto che la zona del litorale è tutt’ora sotto scacco della malavita organizzata. In conferenza stampa Tassone ha precisato: “Non sono indagato”.

Quindi ha spiegato il perché della scelta: “Ho deciso di rassegnare le dimissioni: abbiamo chiesto a gran voce un cambiamento perchè Ostia non è come gli altri municipi. Ma fino a ora non c’è stato. Spero che il mio sacrificio e quello della mia giunta non sia vano”. Per lui ci saranno ora 20 giorni, in base all’articolo 29 del regolamento comunale, per ripensarci. Al suo fianco, in conferenza stampa, il senatore Stefano Esposito, commissario Pd a Ostia, ma soprattutto il presidente nazionale e commissario del Pd romano Matteo Orfini.

Esplicita la richiesta che arriva dalla sede del Nazareno di un commissario per la gestione del litorale per contrastare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose e della corruzione su tutto il litorale. Orfini ha evidenziato: “Ci vuole un salto di qualità, bisogna fare di più e meglio. Il sindaco è al corrente di quello che stiamo facendo e nel pomeriggio ci farà sapere”. Insieme a Tassone dovrebbero lasciare anche ben quattro assessori del Pd.

Nel frattempo, l’ex ministro Fabrizio Barca, incaricato di mappare i circoli della Capitale, ha prodotto la elazione intermedia di MappailPd, da cui emerge un quadro tutt’altro che confortante: “Si vanno delineando, a un estremo, i tratti di un partito non solo cattivo ma pericoloso e dannoso: dove non c’è trasparenza e neppure attività”. Un Pd romano dunque che “lavora per gli eletti” anziché per i cittadini e “senza alcuna capacità di raggruppare e rappresentare la società del proprio quartiere”. Barca invita però a distinguerlo dal “partito che subisce lo scontro correntizio, le scorribande dei capibastone, e che svolge un’attività territoriale, ma senza alcuna capacità di raggruppare e rappresentare la società del proprio quartiere”.

GM