Disoccupazione in aumento, Poletti minimizza. Grillo attacca

Giuliano Poletti (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Giuliano Poletti (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

I dati pubblicati oggi dall’Istat sulla disoccupazione in Italia a febbraio rappresentano una vera e propria doccia fredda sugli entusiasmi sbandierati negli ultimi tempi dal governo e in particolare dal premier Renzi e dal suo ministro del Lavoro Poletti sul mondo del lavoro. Il tasso e il numero dei disoccupati sono, infatti, in aumento e ad essere penalizzati sono ancora una volta le categorie più deboli: giovani e donne. A febbraio il tasso di disoccupazione giovanile sale al 42,6%, mentre il calo del numero degli occupati rispetto allo scorso gennaio, che si attesta a -44mila unità, riguarda quasi solo le donne con 42mila lavoratrici in meno.

L’Istat ha comunicato che il tasso di disoccupazione di febbraio è del 12,7%, in aumento dello 0,1% rispetto a gennaio e dello 0,2% rispetto a febbraio 2014. Quanto al numero dei disoccupati, questi sono cresciuti di 23mila unità in un mese e di 67mila unità in un anno. Nel complesso, i disoccupati in Italia 3 milioni 240mila. Ma il dato più preoccupante è quello del numero dei giovani tra 15 e 24 anni inattivi (coloro che non lavorano né studiano, spesso perché scoraggiati): sono 4,4 milioni. Il tasso di inattività giovanile tocca il 74,6%. Cifre preoccupanti e in contro tendenza rispetto all’Europa, dove il tasso di disoccupazione dei Paesi dell’euro è sceso all’11,3%. Ma è il dato sulla inattività giovanile, paragonabile a quello di un Paese sottosviluppato, che deve far preoccupare soprattutto i nostri governanti.

Non sembra pensarla così, invece, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che dopo aver esaltato i dati positivi dell’Istat degli ultimi due mesi, ora minimizza quelli negativi. “In coda ad una crisi le cose tendono a non essere stabilizzate ed è immaginabile che ad una fase positiva possa seguire una flessione“, spiega il ministro, che aggiunge: “Questa situazione non contraddice i segnali positivi, come il consolidamento della ripresa della fiducia da parte di imprese e consumatori”. Solo ieri, Poletti aveva perfino parlato della possibilità di creare un milione di posti di lavoro. “Ci sono 1,9 miliardi di sgravi e questo potrebbe portare fino a un milione di posti di lavoro“, che è un “numerone“, ma “i primi sintomi ci sono“, aveva detto il ministro un convegno di Confapi.

Il ministro, però, forse non ha letto fino in fondo il comunicato dell’Istat, in cui si legge: “Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo dicembre-febbraio l’occupazione è rimasta sostanzialmente stabile, mentre il tasso di disoccupazione è diminuito di 0,4 punti percentuali, in larga misura per la risalita del tasso di inattività (+0,3 punti)”.

Sferzante il commento del leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, che su facebook scrive: “La disoccupazione aumenta, le balle pure“.

V.B.