Guardie svizzere: no secco a gay, donne e stranieri

Giuramento (Franco Origlia/Getty Images)

Il nuovo capo delle guardie svizzere, l’elvetico Cristoph Graf, in alcune sue dichiarazioni ha dato prova di essere forse un po’ meno elastico del Pontefice che protegge. In particolare, dopo aver descritto Francesco come un vero e proprio Papa rivoluzionario a partire dai suoi piccoli comportamenti quotidiani, si è espresso su donne, stranieri e omosessualità. Sulle donne in Vaticano, Graf ha detto: “La Chiesa ha una tradizione da rispettare, non può perdersi dietro a una molteplicità ingovernabile di tendenze diverse”. Sull’ipotesi di aprirvi l’accesso nelle guardie svizzere: “Il giorno in cui una donna farà parte del nostro corpo, allora io non ci sarò più già da molto tempo. Non è assolutamente una soluzione attuabile nell’immediato futuro e non ho nemmeno voglia di soffermarmi su questa ipotesi”. Graf resta inoltre sulle medesime posizioni riguardo alla possibilità di ingresso nel corpo aperto anche a uomini di altre nazionalità e chiosa: “Resterà un privilegio esclusivo degli svizzeri, e forse farebbe meno gola a molti se sapessero che guadagniamo solo 1.500 euro al mese”. Ambiguo anche sugli omosessuali: “Se la Chiesa vuole seguire la società, che si è aperta all’accettazione delle diverse tendenze sessuali, allora dovrebbe permettere anche l’aborto e le unioni gay; così facendo però, potrebbe professarsi ancora Chiesa Cattolica e Apostolica di Roma?”.

CM