Putin Russia Usa Occidente

(Alexander Nemeno/Getty Images)

Vladimir Putin se la prende ancora con gli Usa e con tutto l’Occidente, stufo delle continue sanzioni e imposizioni inflitte al suo Paese: “Siamo sempre aperti alla collaborazione con l’Occidente, alla normalizzazione con gli Usa. Ma gli Usa purtroppo non hanno bisogno di alleati ma solo di vassalli”. Lo ha affermato il presidente russo durante una linea diretta con i cittadini, una maratona di botta e risposta che ha visto arrivare via web e telefono circa 2 milioni e mezzo di domande. Durante la diretta radiotelevisiva Putin ha poi aggiunto: “L’Occidente deve cercare compromessi con la Russia invece di imporle un certo clichè. Mi pare che le sanzioni occidentali non siano più legate direttamente agli eventi ucraini, dato che ora occorre realizzare gli accordi di Minsk, cosa che noi stiamo facendo, mentre Kiev non si affretta a farlo. Le sanzioni ora hanno un carattere politico”.

Poi Putin ha parlato anche di nucleare sostenendo che la revoca russa all’embargo dei missili S-300 all’Iran “è dovuta alla sua flessibilità e al suo desiderio di raggiungere un compromesso” sul proprio programma nucleare. Sul tema ha poi aggiunto in risposta alle continue domande che gli arrivavano che questo tipo di armi non rientrano nella lista della sanzioni Onu e che nel 2010 la fornitura era stata sospesa volontariamente e unilateralmente. Ha ribadito poi che questi missili non minacciano in alcun modo Israele, ma anzi rappresentano un fattore di deterrenza e pacificazione per la regione.

La linea diretta di Putin con i cittadini russi è durata diverse ore, ma non ha battuto i record precedenti. L’anno scorso il presidente russo parlò per 3 ore e 55 minuti e nel 2013 fece ancora meglio: 4 ore e 47 minuti per un totale di 85 domande scelte tra le oltre 3 milioni pervenute.

Come negli anni precedenti le domande sono state molte, ma ovviamente non è stata posta nessuna domanda scomoda o sgradita al presidente. Per esempio nessuno ha chiesto conto a Putin delle strane morti, tutti apparentemente avvenute per suicidio, che stanno avvenendo in Ucraina. Gli ultimi in ordine di tempo sono il giornalista Oles Buzina e l’ex deputato Oleg Kalashnikov. A proposito delle loro morti il presidente ucraino Petro Poroshenko ha parlato di “provocazione cosciente per destabilizzare la situazione in Ucraina” e il deputato e consigliere del ministro dell’Interno, Anton Gherashenko, ha detto di non escludere che i due delitti siano stati ordinati da Mosca.

F.B.