Migranti, parla Obama: “Arrestare il caos in Libia”

Barack Obama e Matteo Renzi a Washington (Jim Watson/Getty Images)

Qual è il pensiero della Casa Bianca sulla questione dell’esodo dei migranti verso l’Europa? Intervistato da alcune emittenti statunitensi, Barack Obama ha puntato il dito contro il caos politico che da tempo attanaglia la Libia e, di riflesso, il traffico di vite umane sulle sue coste. “I conflitti tribali e religiosi in Libia – ha dichiarato il presidente Usa – creano un caos senza precedenti e una delle conseguenze è il problema dei rifugiati che cercano di partire. Obama ha quindi sottolineato come molte delle vittime del disastro vengono da varie parti dell’Africa e del Medio Oriente e fuggono da guerre, povertà e persecuzione. “Penso – ha proseguito Obama – che il mondo islamico stia attraversando un processo dove è necessario isolare e respingere ogni tipo di estremismo, come quello che vediamo incarnato nell’Isis. Ci vorrà tempo”.

Nei giorni in cui finalmente il problema dell’esodo degli africani sta finalmente, e concretamente, diventando un problema di ordine europeo, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha personalmente ringraziato il primo ministro Matteo Renzi, raggiunto con una telefonata. “L’Italia – ha detto il segretario Onu – ha fatto uno sforzo enorme per il salvataggio delle vite in mare e per affrontare la crisi degli immigrati nel mar Mediterraneo; adesso è giunto davvero il momento che la comunità internazionale faccia la propria parte e condivida la responsabilità di assicurare protezione per gli immigrati e i rifugiati”.

Dopo aver incassato questo bell’attestato di stima per il nostro Paese, il premier discuterà oggi in Parlamento i 10 punti programmatici presentati ieri a Lussemburgo sull’impegno immediato Ue per affrontare questa crisi epocale, per l’Occidente una sorta di nemesi dell’antica tratta degli schiavi d’Africa. Uno dei punti focali da affrontare subito è quello della lotta agli scafisti e l’affondamento dei barconi nei porti. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Noi da soli non possiamo farlo ed è in corso un negoziato con Onu e Ue per avere, in un quadro di legalità internazionale, l’autorizzazione a questo intervento”. Intanto, il governo di Tripoli (non riconosciuto dalla comunità internazionale) ha già espresso la propria disponibilità a cooperare “nel quadro di un rispetto della sovranità dello Stato della Libia”.

CM