Stragi nel Mediterraneo, Alfano: i barconi vanno affondati

Angelino Alfano (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)
Angelino Alfano (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Non ha dubbi il Ministro dell’Interno Angelino Alfano su come risolvere la tragedia delle stragi nel Mediterraneo, con centinaia, migliaia di disperati che fuggono ogni giorno da Paesi in guerra o in carestia, per imbarcarsi su barconi instabili e sovraccarichi. L’ultimo gravissimo naufragio, che potrebbe aver provocato quasi un migliaio di morti, ha mostrato la gravità e l’urgenza del problema in tutta la sua evidenza e, oltre suscitare polemiche e reazioni politiche, ha visto susseguirsi una serie di proposte per limitare i morti in mare.

Secondo il Ministro dell’Interno occorre affondare i barconi prima che partano dalla Libia, operazione che va fatta insieme alla comunità internazionale. Alfano ha spiegato che l’obiettivo del governo è quello di “ottenere attraverso un quadro di legalità internazionale, azioni mirate nei confronti della Libia, specificamente non nei confronti del territorio libico – ha precisato -, ma dei trafficanti che operano nella tratta di esseri umani, i nuovi schiavisti del XXI secolo – ha sottolineato -, il nostro obiettivo è fare azioni che impediscano la partenza dei loro barconi“. “Noi siamo alla ricerca di un consenso in un quadro di legalità internazionale per affondare i loro barconi – ha detto ancora – noi dobbiamo impedire che questi barconi partano da lì. Fare questo significa stroncare la più macabra agenzia di viaggi del mondo e della storia“, ha ribadito il ministro. “Noi da soli non lo possiamo fare. Andare lì con le nostre navi sarebbe una dichiarazione di stato si guerra – ha spiegato, rivolgendosi ironicamente agli “statisti e giuristi” che chiedono l’intervento diretto -, serve un’autorizzazione internazionale“, ha ribadito il ministro.

Idea che è condivisa anche dal premier Matteo Renzi che ha parlato delle necessità di distruggere i barconi, insieme ad una serie di altri interventi da concordare con l’Unione europea. “Interventi nei Paesi d’origine, distruzione dei barconi, raddoppio di Triton, ricollocazione d’emergenza condivisa tra tutti i Paesi, collaborazione con le Nazioni Unite, sforzo comune alle frontiere meridionali della Libia. Questi alcuni degli impegni concreti che il Governo italiano proverà a puntualizzare nelle ore che ci separano dal Consiglio Europeo di giovedì”, ha scritto ieri Renzi su facebook.

V.B.