Spagna, a Barcellona “tribunali” clandestini musulmani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:52
(Mohammed Al-Shaikh/Getty Images)

La Spagna, secoli fa, fu uno dei Paesi dell’odierno Occidente a subire maggiormente l’espansione dell’Impero Ottomano: il 1492 non fu solo l’anno della scoperta dell’America ma anche quello della simbolica “Toma de Granada”, città andalusa che fu uno degli ultimi baluardi dei Mori a cadere in seguito al processo della Reconquista cristiana iniziata dalle comunità del nord iberico. In ogni caso, la cultura araba è prepotentemente presente in Spagna, in manifestazioni architettoniche, sociali e culturali che definire meravigliose è anche poca cosa. Sembra però che al giorno d’oggi a far breccia, o a conquistare l’attenzione, siano solo le questioni riguardanti il fondamentalismo religioso, che non si è mai dimostrato un bene per l’umanità, a prescindere da chi fosse a praticarlo.

Oggi, un rapporto dei servizi segreti di Madrid, rivela che nella moderna Catalogna alcune cellule islamiste radicali stiano formando dei “tribunali” clandestini e unità di “polizia musulmana” per giudicare coloro che non si comportano in modo conforme ai dettami dell’Islam. Nella regione di Barcellona, i fondamentalisti si sarebbero così organizzati, ricorrendo a intimidazioni e violenze. I musulmani più ortodossi pretendono di imporre la propria ideologia in termini di abbigliamento, ordine e decoro: gli uomini devono sempre mostrare la barba e le famiglie educare i figli nella fede islamica più rigorosa. A Lleida, una donna marocchina sarebbe stata processata dopo che aveva stabilito una relazione con un ragazzo occidentale: la giovane era stata condannata a morte per lapidazione, ma per fortuna il tentativo è stato sventato in tempo.

Le autorità spagnole cercano le giuste contromisure, intanto secondo alcuni analisti il rischio maggiore di radicalizzazione sussiste sopratutto per i musulmani di “seconda generazione”: i loro padri arrivati in terra di Spagna dovevano affrontare problemi pratici di sopravvivenza, i figli invece sono più inclini a lasciarsi influenzare dalle tesi generate negli ambienti islamisti, rivendicative dell’identità musulmana e favorevoli ad un’auto-segregazione rispetto al resto della società.

CM