Papa Francesco si arrabbia per i soldi spesi dal Vaticano per l’Expo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:10
Papa Francesco Expo 2015
(Andreas Solaro/Getty Images)

Il padiglione della Santa Sede a Expo 2015 è costato circa 3 milioni di euro. La cosa a quanto pare non è piaciuta per niente a Papa Francesco che, secondo alcune fonti interne al Vaticano, avrebbe mostrato molto chiaramente la sua rabbia per l’eccessiva cifra spesa. Su L’Osservatore Romano si legge che gli “investimenti sono stati limitati al massimo” e che il padiglione è “solo 360 metri quadrati di superficie calpestabile”.

I 3 milioni di euro sono stati divisi equamente tra il Pontificio Consiglio della Cultura, presieduto dal cardinale Gianfranco Ravasi, la Conferenza episcopale italiana e l’arcidiocesi di Milano. La questione che non va giù al Pontefice è la cifra soprattutto se paragonata a quella stanziata in occasione di aiuti umanitari in passato. Per esempio per il padiglione di Expo 2015 la Cei ha speso la stessa cifra che aveva stanziato, nel marzo 2015, per le migliaia di persone degli arcipelaghi di Vanuatu e Tuvalu nell’Oceano Pacifico rimaste senza tetto a causa del ciclone Pam. Sempre un milione di euro era stato speso per contribuire alla lotta al virus ebola in Africa e per aiutare i terremotati di Genova.

Molti si sono chiesti il senso della presenza del vaticano a Expo 2015 e il cardinale Ravasi ha risposto così: “La presenza di un padiglione della Santa Sede all’Expo di Milano non è certo una novità, giacché da Pio IX a Benedetto XVI la Santa Sede ha voluto prender parte alle esposizioni internazionali per manifestare l’intenzione della Chiesa di far sentire la sua voce e di offrire la sua testimonianza sui temi delicati e densi di futuro che di volta in volta sono stati proposti dalle esposizioni, soprattutto negli ultimi decenni”.

Ciò che infastidisce Papa Francesco è la cifra spesa, non certo l’Expo in quanto tale. Infatti il tema dell’evento mondiale che si terrà a Milano è “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”, un tema molto caro al Pontefice che il primo maggio si collegherà in diretta video alla cerimonia di inaugurazione proprio per “ribadire il coinvolgimento della Chiesa nei confronti dei temi evocati”.

F.B.