Renzi inaugura l’Expo di Milano: siamo un grande Paese

Matteo Renzi all’inaugurazione dell’Expo (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

E’ arrivato il giorno dell’Expo di Milano. Oggi alla presenza delle autorità e dei delegati dei Paesi partecipanti si è inaugurata l’Expo di Milano 2015, l’esposizione universale che ha per tema il cibo e il diritto all’alimentazione. “Nutrire il pianeta, energia per la vita” è lo slogan della manifestazione che si apre oggi e durerà per sei mesi, fino al 31 ottobre. In prevendita sono stati venduti 10 milioni di biglietti, hanno fatto sapere gli organizzatori, che puntano a staccarne almeno 20 milioni. In questi sei mesi Milano sarà il centro del mondo, con mostre, eventi e spettacoli che accompagneranno l’evento. Questa sera al Teatro alla Scala Riccardo Chailly dirigerà la Turandot di Puccini. Ieri sera in Piazza Duomo si è tenuto il Gran Galà presentato da Antonella Clerici e Paolo Bonolis, con la musica dell’Orchestra e del Coro della Scala, Andrea Bocelli, cantanti lirici di fama internazionale e il pianista cinese Lang Lang.

Oggi a mezzogiorno si è tenuta la cerimonia di inaugurazione. “Il grande giorno è arrivato, finalmente“, ha esordito il commissario unico di Expo Giuseppe Sala, aprendo gli interventi delle autorità. “Ce l’abbiamo fatta!“, ha esclamato soddisfatto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia all’inizio del suo discorso. Quindi parlato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che ha ringraziato tutte le persone che hanno lavorato all’esposizione e ha ricordato che la Lombardia è la prima regione agricola d’Italia.

Importante l’intervento di Papa Francesco, che si è collegato in diretta con la cerimonia. Il Pontefice ha richiamato sul diritto al cibo per tutti, ha ricordato quel “dacci oggi il nostro pane quotidiano” che è nella preghiera del Padre Nostro e ha avvertito sull’importanza di un’economia sostenibile che sia equa e giusta per tutti, che dia il pane a tutti, attraverso un lavoro che sia rispettoso della dignità dell’uomo, un’economia e uno sviluppo che rispettino l’ambiente e quel giardino del Signore che è la nostra Terra. “Sono grato per la possibilità di unire la mia voce a quelle di quanti siete convenuti per questa inaugurazione – ha detto Papa Francesco -. E’ la voce del Vescovo di Roma, che parla a nome del popolo di Dio pellegrino nel mondo intero; è la voce di tanti poveri che fanno parte di questo popolo e con dignità cercano di guadagnarsi il pane col sudore della fronte“. “La Expo è un’occasione propizia per globalizzare la solidarietà – ha sottolineato il Pontefice -. Cerchiamo di non sprecarla ma di valorizzarla pienamente!”. Il Papa ha ricordato “i volti degli uomini e delle donne che hanno fame, e che si ammalano, e persino muoiono, per un’alimentazione troppo carente o nociva”. Quindi ha ricordato le parole che Giovanni Paolo II pronunciò nel 1992 nel suo discorso alla Fao alla I Conferenza sulla Nutrizione e quel “paradosso dell’abbondanza” che, ha detto Francesco, “persiste ancora, malgrado gli sforzi fatti e alcuni buoni risultati”. “Anche la Expo, per certi aspetti, fa parte di questo ‘paradosso dell’abbondanza’, se obbedisce alla cultura dello spreco, dello scarto, e non contribuisce ad un modello di sviluppo equo e sostenibile”, ha detto ancora il Pontefice. “Questa è una grande sfida alla quale Dio chiama l’umanità del secolo ventunesimo: smettere finalmente di abusare del giardino che Dio ci ha affidato, perché tutti possano mangiare dei frutti di questo giardino”, ha esortato Papa Francesco.

Quindi è stata la volta dell’Inno d’Italia, cantato da due gruppi di cori, uno formato dagli alpini di Rovereto e uno da bambini. L’inno si è concluso con un “siam pronti alla vita“, una variazione nel testo per lanciare un messaggio di speranza. E proprio da queste parole è voluto partire il Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel suo discorso. “Non ci credevano in tanti, grazie al sudore dei lavoratori e delle lavoratrici l’Expo è realtà. Non è ancora scommessa vinta, abbiamo sei mesi per vincerla“, ha detto Renzi. Il premier ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato all’Expo di Milano, “dal lavoratore senza nome, alle forze dell’ordine che stanno facendo un lavoro straordinario”, ha sottolineato. Quindi ha ringraziato le istituzioni locai e i governi che lo hanno preceduto e che hanno lavorato affinché l’esposizione si realizzasse. Un ringraziamento particolare il premier l’ha rivolto all’ex sindaco di Milano Letizia Moratti, “che ha avuto l’intuizione di questo evento e il desiderio di scegliere questi temi”, e soprattutto all’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “In questi anni la solidità istituzionale è stata garantita da tanti ma in particolare dallo sguardo tenace, deciso, affettuoso di Giorgio Napolitano su questo evento e sulla città”, ha detto Renzi. Napolitano era presente alla cerimonia accompagnato dalla moglie, c’erano anche gli ex presidenti del Consiglio Mario Monti e Romano Prodi.

Siamo un grande Paese – ha continuato il premier – abbiamo una grande forza, un grande ruolo. Basta piangersi addosso, come vorrebbero i professionisti del ‘non ce la farete mai’. Cari signori professionisti, stamattina avete la vostra risposta”. Sottolineando con orgoglio l’impegno del nostro Paese per Expo, Renzi ha detto “E’ come se l’Italia abbracciasse il Mondo, anche se ora non è facile con il Mediterraneo diventato un cimitero”, con i problemi in Africa, nei Balcani, che ancora non fanno parte della famiglia dell’Unione europea, e nell’oriente dell’Europa, che non sembra trovare pace, ha ricordato il premier; e soprattutto con la minaccia globale del terrorismo che “tenta di minare i motivi del nostro stare insieme”.  Alla fine del suo intervento, Matteo Renzi ha firmato su un tablet la Carta di Milano sul diritto all’alimentazione, redatta in occasione dell’Expo, e ha dato il via ufficiale all’esposizione universale. In quel momento il cielo è stato attraversato dalle Frecce Tricolori.

V.B.