Camorra, sotto scorta il giornalista Sandro Ruotolo

Sandro Ruotolo (screenshot Youtube)
Sandro Ruotolo (screenshot Youtube)

“Lo voglio squartato vivo”, così Michele Zagaria, il numero uno del clan dei Casalesi, si sarebbe rivolto ai suoi sodali, facendo riferimento al noto giornalista Sandro Ruotolo, per anni strettissimo collaboratore di Michele Santoro. Per questo motivo, il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha deciso da oggi di affidare a Ruotolo la scorta, in attesa della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.

Le minacce di Zagaria derivano, a quanto si apprende, da un reportage di Servizio Pubblico sulla Terra dei Fuochi, recentemente andato in onda su La7, nel quale il giornalista intervista il pentito di camorra, Carmine Schiavone, morto per un infarto poco dopo a Viterbo. Ruotolo gli chiese: “Ci sono tracce recenti di rapporti tra Zagaria, quando era latitante, e i servizi segreti. Ma parliamo degli anni Duemila”. La risposta di Schiavone, cugino di ‘Sandokan’, fu: “Non ti posso dire più niente. Lo saprai al momento opportuno”.

Appresa la notizia delle minacce a Ruotolo, Rosaria Capacchione, senatrice del Pd e componente della commissione Antimafia, ma soprattutto giornalista che per le sue denunce al sistema camorristico vive sotto scorta da anni, ha commentato: “La camorra è più che mai attiva e vuole colpire le persone che denunciano la sua attività, un copione vecchio e che conosco. La forza dello Stato si misura anche sulla base della sua capacità di proteggere anche chi ha denunciato e denuncia pubblicamente i crimini e l’illegalità. La scorta è una misura difensiva; in Campania, soprattutto nella Terra dei Fuochi, è forse ora di fare qualcosa di più contro Zagaria e gli altri clan”.

GM