Bossetti: “Io innocente, non so come sono finito in questo schifo”

Bossetti in manette (screenshot Youtube)
Bossetti in manette (screenshot Youtube)

Massimo Bossetti, il 44enne muratore di Mapello in carcere per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha scritto lo scorso 26 aprile  un’accorata lettera ai suoi legali, letta ieri sera nel corso della trasmissione “Quarto Grado”, in cui sostiene ancora una volta la propria innocenza: “Credetemi, non so chi fosse Yara, non ho mai conosciuto Yara e non riesco a darvi una spiegazione perché io mi trovo in questo schifo, ma una cosa voglio farvi capire e lo griderò sempre da queste fottutissime sbarre e mura, che mi circondano, io in tutto questo non c’entro assolutamente niente, io sono del tutto estraneo a questo maledettissimo omicidio, io non avrei mai potuto commettere una cosa così talmente atroce, infamante nei miei confronti”.

“Anch’io chiedo Giustizia come i genitori della povera Yara e dunque non è giusto pagare per qualcuno che in verità ha commesso questo tragico delitto, facendola franca”, sono le parole con cui Bossetti chiude la sua missiva. Il muratore ha voluto ringraziare gli avvocati “Salvagni Claudio e Camporini Paolo con tutto il team che non ho mai avuto l’occasione di conoscere di persona, eccetto il Signor Ezio Denti”, dicendo loro “grazie per tutto il grandissimo lavoro che state facendo”.

“Grazie per tutto il tempo che state dedicando su questo difficile, drammatico lavoro, privandovi quasi del tutto della vostra vita famigliare, volevo farvi notare che apprezzo moltissimo tutti i vostri sforzi, talmente faticosi in questo terribile caso caduto ingiustamente nei miei confronti, e soprattutto per dire a tutti voi, che ho estremamente fiducia al 100% per il grandissimo, faticoso lavoro che state facendo”, scrive Bossetti che evidenzia: “State facendo un magnifico lavoro di squadra da parte mia e sono sicuro che prima o poi riuscite a ottenere una valida risposta e per mettere fine una volta per tutte su questa mia dannata detenzione”.

GM