Romano Prodi: “L’Europa rischia di scomparire”

Romano Prodi Europa Putin Grecia
(Habobou Kouyate/Getty Images)

L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi appare molto preoccupato per le sorti dell’Europa, soprattutto dopo i voti anti-europei che stanno dilagando un po’ in tutta l’Unione. E’ questo l’elemento principale che emerge dall’intervista che il professore ha concesso al Corriere della Sera.

Le situazioni che lo preoccupano di più sono quelle che minacciano per diversi motivi la tenuta dell’UE: “Grecia, e non solo. In Spagna crollano i partiti. Francia e Inghilterra si sono chiamate fuori dall’accordo sugli immigrati. Sono davvero troppi in Europa i segnali di disgregazione; non da ultimo il referendum britannico, lo spettro dell’uscita di Londra. E se si leva un vento di disgregazione, non lo ferma nessuno. Ma la notizia peggiore è il voto polacco. Un voto straordinario: in negativo, s’intende. Nei sondaggi Duda era testa a testa con il candidato di Tusk, Bronislaw Komorowsky. Invece ha vinto a valanga, grazie ai voti della Polonia rurale. E questo è un segno inquietante. La Polonia è il Paese che ha performato meglio in questi anni, che ha ricevuto più aiuti dall’Europa. È la sesta economia dell’Unione. Ne esprime il presidente, Donald Tusk. Ma l’uomo di Tusk ha perso. E ha vinto l’uomo di Kaczynski. Con una linea portatrice di tensioni, perché fortemente antieuropea. Antitedesca. E antirussa”. Proprio a proposito di Russia Prodi si trova sorprendentemente d’accordo con il suo principale rivale politico, Silvio Berlusconi. Infatti anche per il professore bolognese isolare Putin è un errore: “Isolare la Russia è un danno. Il problema è avere chiara l’idea di dove devi arrivare. Se vuoi che l’Ucraina non sia membro della Nato e dell’Ue, ma sia un Paese amico dell’Europa e un ponte con la Russia, devi avere una politica coerente con questo obiettivo. Se l’obiettivo è portare l’Ucraina nella Nato, allora crei tensioni irreversibili”.

Per quanto riguarda la questione legata alla tenuta economica della Grecia, Prodi ha le idee chiare: “È ormai chiaro che la Grecia tanti soldi da pagare non li ha. Lo sapevano tutti. Il 25% dei greci è disoccupato, il reddito è crollato molto più di quanto si attendessero i fautori dell’austerity. Non è più possibile un altro rinvio. Si può ancora arrivare a un mezzo default, con la Grecia che ottiene l’allungamento dei termini e la ristrutturazione del debito, che non potrà essere rimborsato per intero, ma in cambio accede ad alcune richieste: neppure le promesse elettorali di Tsipras potranno essere mantenute per intero”.

Infine una riflessione sull’Europa che lo stesso Prodi nel suo ultimo libro (“Missione incompiuta”) delinea come sull’orlo del fallimento: “L’Europa non ha più politica, né idee; ha solo regole, aritmetica. Non si governa con l’aritmetica. Il centro del potere si è spostato dalla Commissione agli Stati, in particolare alla Germania, ma la Germania non può prendersi la responsabilità storica che l’Europa si slabbri”.

F.B.