“Un tramonto a Parigi”: recensione

6836-777-0_e622d98e1bfc8231fa096242b53620f3Jenny Colgan, grazie al successo di Appuntamento al Cupcake Café, La bottega dei cuori golosi e Il faro degli amori appena nati si è affermata come una delle autrici di romanzi femminili più note a livello internazionale, e con Un tramonto a Parigi ci regala una storia intensa, ricca di aromi deliziosi, di cioccolato, di batticuore e di languide sorprese.

Infatti, nell’ora in cui il sole sorge su Pont Neuf –  il ponte dei lucchetti – e le stradine di Parigi cominciano pian piano a risvegliarsi, Anna Trent è già al lavoro: immersa nel profumo di zucchero e cacao. Una passione quella del cioccolato che l’ha portata fino a Parigi e che è cominciata nel nord dell’Inghilterra, precisamente in una fabbrica dove un brutto incidente le ha imposto di fermarsi, facendole perdere il lavoro e l’allegria. Ma quando tutto sembra perduto, c’è la Ville Lumière a risollevare il suo spirito abbattuto. E così, grazie all’aiuto di Claire, la sua ex professoressa di francese – l’unica materia in cui Anna aveva qualche voto decente – finisce nella bottega del maestro cioccolataio Thierry e lì scopre che la vita ha un altro sapore, e i sogni anche. Riuscirà Anna a realizzarli tutti, compreso quello di trovare il grande amore? La sola cosa che sa per certo, mentre al tramonto passeggia per le viuzze della città, è che quando Parigi chiama, l’amore risponde.

Ed è con questa trama dolcissima, che si gioca su due vite ben distinte (quella di Anna e di Claire), ma che in comune hanno la magica città di Parigi, che si snodano tutti i misteri del cuore e quelli legati alla preparazione del cioccolato. Raccontato contemporaneamente dalla voce di Anna e dalle reminiscenze di Claire, il romanzo, infatti, acquisisce corposità romantica mano a mano che si iniziano a scandagliare le certezze, i dubbi e le ritrosie delle due protagoniste, entrambe mutilate dalle insidie dell’esistenza: Claire è malata di cancro ed è in fase terminale e desidera ardentemente ritornare a Parigi per incontrare il grande amore della sua vita, ovvero Thierry; Anna invece non ha più le dita del piede a causa dell’incidente, ed è molto insicura, ma grazie al bizzarro coinquilino Sami, capirà che la bellezza è una questione interiore e risiede nella forza di volontà, tant’è che grazie a questa scoperta emotiva riuscirà persino a lasciarsi andare con il bel Laurent e ad assaporare i piaceri del cioccolato, gli aromi e i profumi del cacao mescolato alla lavanda, al pomodoro e alle ostriche.

In sostanza, Un tramonto a Parigi, scritto su due livelli temporali diversi, ammantato dalla magia dell’ambientazione parigina, dai ricordi incantati e dolorosi di Claire, dal desiderio della speranza e con una protagonista un po’ sui generis, offre ai lettori pagine scorrevoli impregnate dell’odore del cioccolato, nonché profonde riflessione sui nuovi inizi proposti dal destino e sulle occasioni perdute che ancora restano vivide e cocenti nelle rimembranze. È una lettura tenera, ideale per i più romantici, perché suggerisce ai cuori spezzati di aggiustare i guai della vita con un po’ di sana e prodigiosa dolcezza. La nostra vera arma contro la noncuranza e il fluire del tempo.

Silvia Casini