Alfredo Rampi, l’angelo di Vermicino: 34 anni fa la tragedia

Alfredino Rampi
Alfredino Rampi

Ci sono storie  indimenticabili. Ci sono ricordi stampati nella nostra mente. Quando si parla di Alfredino Rampi e della sua tragica vicenda é quasi impossibile non sentirsi coinvolti emotivamente. Lui era un bambino di appena 6 anni e il destino lo fece cadere in quel maledetto pozzo artesiano a Vermicino, vicino Frascati, il 10 giugno 1981. 60 metri di profondità e tanta angoscia che ha tenuto l’intera nazione inchiodata davanti ai televisori. Una diretta di 18 ore a reti unificate, un reality show drammatico, un dolore che ha travolto una nazione intera.
In tanti hanno provato a calarsi giù, in quello stretto e arduo tunnel, per salvare una piccola creatura che aveva tutta una vita davanti. Oggi, basta soltanto citare il suo nome e la mente va subito a quella drammatica storia che, per chi l’ha vissuta, ha reso ognuno di noi un po’ divrsi.
Accorsero sul posto molte autorità, compreso l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
Si tentò l’impossibile, il tutto per tutto: dal pompiere eroico al magrissimo facchino sardo; dal canale parallelo fatto costruire in tempi da record alla corda con un possibile aggancio per il fanciullo; dal gruppo di Speleologi al muratore coraggioso. Nulla.
Il destino appariva segnato, dinnanzi a 10 mila persone. Quando sembrava ormai che la mano di qualche buon “samaritano” avesse stretto a se il corpicino di Alfredo, con manette o cappi di fortuna, il fango, il buio e un attimo che sembrò eterno, non risparmiò la caduta di altri 20 metri in profonditàa. Quando il suo cuore, dopo 3 giorni, cessò di battere la commozione fu devastante. Ci vollero 28 giorni prima di ridare alla famiglia il cadavere del piccolo, oggi sepolto al Cimitero Verano di Roma.

Il videoracconto della Tragedia