Merkel: “L’Ue non deve perdere la Grecia”

BERLIN, GERMANY - MARCH 23:  German Chancellor Angela Merkel and Greek Prime Minister Alexis Tsipras listen to their countries' national anthems upon his arrival for talks at the Chancellery on March 23, 2015 in Berlin, Germany. The two leaders are meeting as relations between the Tsipras government and Germany have soured amidst contrary views between the two countries on how Greece can best work itself out of its current economic morass.  (Photo by Sean Gallup/Getty Images)
 Alexis Tsipras e Angel Merkel a Berlino(Sean Gallup/Getty Images)

Dopo il tentativo di fare la voce grossa da parte di Alexis Tsipras, probabilmente mosso dalla disperazione e dalla frustrazione, la cancelliera tedesca Angela Merkel tende la mano al governo di Atene. “La Grecia era sulla buona strada ma poi ha ripetutamente rimandato il completamento di alcune importanti riforme – ha spiegato Merkel al parlamento tedesco – ma la Germania continua a lavorare perché il Paese rimanga nell’Eurozona e perché il suo popolo, come accaduto in Portogallo, Spagna e Irlanda, riprenda a vivere con prospettive migliori”.

La cancelliera, durante il suo discorso, ha voluto rimandare indietro le accuse dei detrattori sulla vicenda Grexit: “La Grecia ha rappresentato una misura senza precedenti della solidarietà europea e l’Euro ha rappresentato l’Unione come nessuna altra decisione. La moneta unica è sempre stata qualcosa di più di una semplice valuta, ma uno strumento di coesione effettiva. Il completamento delle riforme di Atene sarà il presupposto perché gli aiuti possano avere un effetto sostenibile e l’accordo con il Fondo Monetario Internazionale possa andare in porto”

Intanto, Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, non nasconde la sua preoccupazione: “La Banca Centrale Europea non potrà aiutare la Grecia se il governo di Atene non rispetta le scadenze per pagare il Fmi a fine mese, sarebbe perfino vietato. Il tempo a disposizione è ormai molto poco e a temere di più i rischi del default non è l’Euro, ma la Grecia stessa”.

CM