Trattative per evitare il default, la Merkel volta le spalle ai greci

German Chancellor Angela Merkel attends a joint press conference after meeting with Kosovo's Prime minister (unpictured) at the Chancellery in Berlin on June 30, 2015.    AFP PHOTO / ODD ANDERSEN        (Photo credit should read ODD ANDERSEN/AFP/Getty Images)
Angela Merkel (Odd Andersen/Getty Images)

Mercoledì 1 luglio, meno quattro giorni al referendum greco. La consultazione popolare indetta da Atene (domenica 5 luglio) sulla accettazione o meno delle condizioni poste dai creditori di Fmi e Bce (e di rimando, su permanenza nell’Eurozona e sul default) può essere uno di quei momenti in cui “si fa la storia”. Il livello di ansia di tutti i soggetti coinvolti lo si denota dalla fibrillazione data dai tentativi di soluzioni in extremis: nella giornata di ieri, il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker aveva fatto recapitare ad Alexis Tsipras una “ultima offerta” per evitare il default; il premier greco ha risposto con una controproposta di negoziazione supplementare di un terzo tentativo di salvataggio con una ristrutturazione del debito pubblico di Atene.

La teleconferenza notturna dell’Eurogruppo, però, non ha prodotto alcuna decisione di estensione del programma di aiuti a favore della Grecia, anche se il presidente Jeroen Dijsselbloem ha riconvocato i ministri delle Finanze nella mattinata di oggi. Si tratta degli ultimi frenetici tentativi di evitare la rottura tra Grecia e Europa, auspicati anche dal presidente Usa Barack Obama secondo il quale “questa crisi non determinerà forti shock nel sistema Usa ma potrebbe avere avere significativi effetti sui tassi di crescita europei ed effetti dannosi sull’economia globale”. Intanto, fonti del governo di Atene e alcune ambigue dichiarazioni di Jean-Claude Juncker fanno pensare alla possibilità che il referendum possa essere cancellato in caso di una proposta migliorativa da parte della Ue.

A fare clamore, a questo punto, è la posizione di assoluta intransigenza da parte della Germania della cancelliera Angela Merkel. Il governo di Berlino ha fatto sapere che non prende in minima considerazione l’ipotesi di un terzo salvataggio della Grecia, né di nessuna altra proposta, prima del referendum di domenica. “Il programma di aiuti – ha dichiarato Merkel al Parlamento tedesco – è scaduto alla mezzanotte del 30 giugno e non è possibile prendere in considerazione altre proposte prima del referendum di domenica, di cui Alexis Tsipras deve prendersi tutte le responsabilità. Al momento non ci sono i presupposti per aggiungere altro”.

CM