Rapporto Inps: “In Italia 15 milioni di poveri”

Tito Boeri (G.dallorto, pubblico dominio)
Tito Boeri (G.dallorto, pubblico dominio)

Oggi in Italia ci sono 15 milioni di poveri: lo si apprende dalla relazione annuale dell’Inps, presentata questa mattina alla Camera dal presidente Tito Boeri, che ha spiegato: “Tra il 2008 e il 2013, il 10 per cento più povero della popolazione ha sperimentato una contrazione reale del proprio reddito di oltre un quarto, mentre il 10 per cento più ricco ha subito un calo del proprio reddito disponibile del 5%: la crisi insomma ha colpito chi era già più in difficoltà”.

Si legge nella relazione: “Il rischio di povertà è aumentato soprattutto per i disoccupati; tra questi, hanno subito l’aumento relativamente maggiore i disoccupati con più di 50 anni, il cui numero è triplicato nell’arco di sei anni”. Boeri ha evidenziato: “Non esistono altri Paesi, neanche la Grecia, in cui questa relazione è così drammatica. Il tasso di povertà diviene molto più alto al netto delle tasse e al lordo dei trasferimenti: prova che il nostro sistema fiscale guarda poco ai cittadini più poveri”.

Il presidente Inps aggiunge: “La crisi economica è stato uno stress test sull’Europa sociale. In Italia bastano crisi di modesta entità per far aumentare la povertà: la crisi 2008-2014 ha fatto aumentare di un terzo il tasso di povertà”. Poi ancora: “L’interminabile crisi economica, da cui speriamo il Paese stia finalmente uscendo, ci ha lasciato in eredità un terzo in più di famiglie povere e il raddoppio della disoccupazione”. Boeri ha quindi concluso: “La crisi ha colpito tutti, o quasi tutti, ma non è stata uguale per tutti, ha lasciato cicatrici profonde sulle fasce più deboli della popolazione e sui giovani”.

GM