Scafisti buttano l’insulina in mare, muore migrante di 10 anni

migranti insulina 10 anni
(Gabriel Bouys/Getty Images)

Aveva bisogno di quell’insulina per vivere, ma aveva bisogno anche di imbarcarsi per lasciare il suo Paese e provare a cercare maggiore fortuna in Italia. Il suo viaggio si è interrotto in mare aperto. Aveva 10 anni ed era una bambina siriana malata di diabete che aveva intrapreso quella traversata insieme al padre e alla sorella. Portava con sé uno zainetto, piccolo e poco ingombrante. Dentro pochi effetti personali, ma una cosa fondamentale: l’insulina. Gli scafisti però non hanno voluto sentire ragioni e prima di iniziare la navigazione glielo hanno strappato di mano e hanno buttato in mare il suo zainetto insieme ad altri bagagli con l’intento di alleggerire il carico e fare più posto. In quel momento stavano buttando in mare anche la vita di una bambina.

Il padre ha raccontato di aver provato in tutti i modi a convincere gli scafisti che quello zaino non andava buttato, ma non ci è riuscito. A quel punto sperava soltanto che il viaggio in mare durasse poco. Ma invece no e sua figlia non ha resistito. E’ andata in coma diabetico ed è morta su quel barcone. Come se non bastasse al padre è stato lasciato solo un minuto per chiamare al telefono l’imam e farle porgere l’ultimo saluto. Poi ha dovuto abbandonare il corpicino della figlia in mare, abbandonandolo alle acque del canale di Sicilia.

Una volta sbarcato non ha resistito e tra le lacrime ha raccontato tutto al commissario di siracusa Carlo Parini. L’uomo, siriano di 48 anni, laurea in Economia, è in fuga dalla guerra. Tra le poche cose che ha con sé c’è il suo passaporto con il quale spera di raggiungere la Germania. Il barcone dove sua figlia ha trovato la morte era partito dall’Egitto con 320 persone a bordo.

F.B.