Renzi: “Abbasso le tasse, ma non taglio i servizi”

Matteo Renzi (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi risponde ai lettori dell’Unità, da qualche settimana nuovamente in edicola, nella rubrica “Caro segretario” e torna sulla promessa avanzata in assemblea nazionale del Pd di abbassare le tasse nel 2016: “Il Pd non è (più) il partito delle tasse, in Italia essere di sinistra significa tagliare le tasse senza tagliare i servizi”. Quindi fa un pronostico sull’ascesa elettorale del suo partito, reduce da un risultato deludente alle regionali: “Supereremo di nuovo il 40%”.

Ampio spazio ai temi fiscali: “Bisogna abbassare la curva del debito. Non si può far pagare sempre alle nuove generazioni. Dobbiamo sbloccare i cantieri. Non basta citare Keynes nei convegni, bisogna che i lavori (pubblici e privati) siano effettuati. Questo aumenterà la crescita. Nel 2014 abbiamo ridotto le tasse a chi guadagna meno di 1.500: gli 80 euro, quasi mille euro all’anno. Nel 2015 abbiamo ridotto il costo del lavoro”.

Ecco il primo impegno per il 2016: “Cancelleremo le tasse sulla prima casa”. Quindi l’anno successivo “ridurremo ancora le tasse sul lavoro (Ires e Irap). E nel 2018 sarà la volta degli scaglioni Irpef”. Intanto, la “battaglia contro l’evasione è sempre più efficace”. Anche su questo tema, Renzi snocciola dati: “Abbiamo già aumentato del 7% gli introiti strappati all’evasione”.

Sulla questione lavoro, il premier chiarisce: “Non abbiamo escluso di trovare soluzioni concordate con il sindacato: è solo che non ci siamo riusciti. Il tempo dirà se sul jobs act avevamo ragione noi o i sindacati: per adesso registro un aumento di nuovi posti di lavoro e di stabilizzazioni. E ne sono felice”. Poi esulta per la firma dell’accordo per salvare la Whirlpool, giunta ieri dopo le proteste delle scorse settimane: “Quando è possibile noi siamo in prima linea al fianco dei sindacati, come ieri con la risoluzione della vicenda Whirlpool. Ma se su alcune cose non siamo d’accordo non lasciamo a loro il diritto di veto. Se siamo convinti andiamo avanti”.

In ultimo, un passaggio sul tema dell’immigrazione, con la difesa della legge “Turco-Napolitano fatta dall’Ulivo nel 1997” e le critiche condivise coi lettori alla Bossi-Fini. Renzi sottolinea: “Ora affrontiamo l’emergenza poi ci occuperemo di regole nuove e più efficaci”. Ma l’emergenza, senza regole efficaci, rischia di durare ancora a lungo.

GM