Marino, l’affondo di Renzi: “Roma governata male”

Renzi e Marino col presidente del Coni, Malagò (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Renzi e Marino col presidente del Coni, Malagò (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Intervenendo ieri alla Festa dell’Unità, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha spiegato di non voler “entrare nella discussione su Roma. Voglio parlare di riforme e del Paese, non di Marino”, in quanto “non è una cosa mia. È di Marino e di Orfini, se la vedano loro”. Le critiche espresse nelle scorse settimane restano tutte: “Finora Roma è stata governata male”. Sarebbe questa la tesi di Renzi: “Io non posso costringere Marino alle dimissioni. I romani lo hanno eletto due anni fa. A lui vanno gli oneri e gli onori di quella carica”.

Nel frattempo, oggi ‘Il Messaggero’ pubblica una lettera nella quale Renzi sottolinea: “Non ci interessa puntellare una Giunta, fare un rimpasto, scambiare poltrone: ci sta a cuore Roma, la sua bellezza, il suo futuro che può essere affascinante e ricco di stimoli”. Il premier fa riferimento all’articolo apparso sul numero internazionale del New York Times, per constatare: “La capitale d’Italia non si merita questo. Prendersi cura delle piccole grandi cose di ogni giorno, ricostruire luoghi di decoro e di speranza, accudire i luoghi del bello: si può fare”.

Renzi mette sul banco le questioni Giubileo e candidatura olimpica, quindi spiega: “Ignazio Marino sa che il Partito Democratico sta facendo tutti gli sforzi per dargli una mano. E sa che il Governo è pronto a continuare a collaborare con dedizione e tenacia. Adesso tocca a lui, alla sua squadra cui il PD non farà mancare la forza delle proprie donne e dei propri uomini. Tocca a lui però presentare progetti credibili e concreti dalla visione strategica fino alle buche per le strade o alla pulizia dei tombini quando piove”.

“Il Sindaco dia un segnale!”, è il monito di Renzi, che quindi conclude: “Si interrompano una volta per tutte le manovre di piccolo cabotaggio figlie di una cultura politica vecchio stampo, che dovrebbe essere superata. E si torni a parlare della gente e con la gente. Roma se lo merita. E i suoi abitanti – così pacificamente invasi dalla gloria e dalla bellezza del passato – si meritano un futuro all’altezza dei propri sogni più belli”.

Rimpasto di giunta

Intanto, si delineano i contorni del nuovo rimpasto di giunta, dopo le recenti dimissioni del vicesindaco prima e di due assessori poi; secondo quanto si apprende, via un renziano, Guido Improta, otterrà la delega ai Trasporti un altro esponente Pd vicino al premier, il senatore Si-Tav Stefano Esposito, spesso oggetto di minaccia da parte degli antagonisti del movimento valsusino. Entro oggi comunque verrà presentata la nuova giunta, alla quale mancherà l’apporto di Sel, dopo il no al rimpiazzo del dimissionario vicesindaco Luigi Nieri con l’ex presidente della Commissione parlamentare Antimafia Francesco Forgione.

Duro a proposito il neocoordinatore di Sel per la Capitale, Paolo Cento: “Rimangono aperte questioni sul programma e soprattutto sul rapporto con il Governo per quanto riguarda i soldi per Roma e la relazione del ministro Alfano. Senza la soluzione di questi nodi non si può parlare di fase nuova della città. Con il Pd si apre una fase di competizione in questa città e se non vengono sciolti questi nodi con il sindaco Marino manterremo un rapporto di verifica delibera per delibera”. Cento ha aggiunto: “E’ evidente che la questione del vicesindaco è tutta legata al tema dell’alleanza con il Partito democratico in questa città. Se il Pd vuole far saltare il centrosinistra a Roma se ne assume la responsabilità”.

GM