Grillo verso l’addio alla politica: “Sono anziano, ho fatto il mio tempo”

Beppe Grillo (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Beppe Grillo (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Il Movimento 5 Stelle potrebbe ritrovarsi presto senza il suo leader carismatico alla guida: lo ha annunciato lo stesso Beppe Grillo, in un’intervista a La7. “Mi defilo dal Movimento 5 Stelle perché ho un’età pazzesca, una famiglia numerosa: ho fatto il mio tempo. Però ci sono, il Movimento è la mia vita ed è nato con le idee che avevo io sulle rinnovabili, rifiuti e acqua pubblica”, le clamorose parole di Grillo, che già nei mesi scorsi, annunciando la volontà di nominare un direttorio, aveva affermato: “Io, il camper e il blog non bastiamo più. Sono un po’ stanchino, come direbbe Forrest Gump“.

Ha sottolineato Grillo nell’intervista a ‘In Onda’: “A fine anno debutterà il mio spettacolo, rinviato per ragioni politiche, e una volta che si sarà chiarito che non sono il leader incontrastato del Movimento, che non sono in carica, che non devono votare Grillo ma un’idea di cui io ho fatto parte, allora potrò dedicarmi al mio lavoro che è quello di divertire e di far vedere alla gente cose che forse non sa”. Non è escluso un ritorno in televisione: “Non lo so, non ho pregiudizi, lascio aperto tutto”.

Grillo parla poi dei numeri che sembrano premiare il Movimento 5 Stelle: “I sondaggi? Oggi con la rete hai un insieme di dati. Non hai bisogno di fare i sondaggi. Analizzi i dati che hai, quella è già la sequenza della realtà. La mia sensazione? La gente sta virando, ha capito che c’è qualcosa che non quadra più”. Accuse quindi al Jobs Act, definito “il ‘just in time’ del tempo delle persone. Oggi una persona sta aspettare in casa per vedere se lo chiamano due o tre ore al lavoro. L’Istat dice una cosa, l’Inps dice altro. Il Jobs act ha diviso il lavoro, dividendo gli stipendi, ma la produttività è sempre la stessa. I disoccupati stanno aumentando. Se lavori un’ora a settimana, rientri nelle statistiche dei disoccupati”.

Critiche a Mattarella

“Un giudizio su Mattarella? Non lo so, non so neanche chi sia, cosa faccia. Io pensavo che almeno un pugno sulla scrivania lo potesse dare, invece assistiamo a decreti, decreti, con la semantica”, è infine l’affondo nei confronti del presidente della Repubblica da parte di Grillo, che insiste: “Oggi è la semantica che fa la parte del leone nelle leggi, ci vuole un insegnante di semantica che dice guardi che quella parola lì, quell’avverbio lì rovescia il senso della legge”.

Chiarisce Grillo concludendo: “Se tu ci metti nella legge, per esempio il falso in bilancio, ci metti ‘inconsapevolmente’, sei condannato solo se dimostri di essere consapevole, diventa rovesciato. Le fanno gli avvocati le leggi oggi. Se invece di E ci metti O, rovesci il senso della frase. Io lo avevo detto a Mattarella, guardi prima di firmare, si prenda un insegnante che capisca il senso di queste cose. Si legga bene parola per parola, perché la truffa è quella”.

GM