Caporalato, il Governo: “Lottiamo per la dignità dei lavoratori come contro la Mafia”

Il ministro Martina con Renzi e il direttore di Expo, Giuseppe Sala (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Il ministro Martina con Renzi e il direttore di Expo, Giuseppe Sala (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

La vicenda della morte di Paola Clemente, la bracciante 49enne di San Giorgio Jonico, nel Tarantino, deceduta lo scorso 13 luglio mentre lavorava nei campi, nell’indifferenza generale, scuote finalmente il governo sulla drammatica piaga del caporalato, mentre proprio ieri la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta, per cui ha disposto la riesumazione del corpo e ha fissato per il 21 agosto l’autopsia, che sarà eseguita dal medico legale dell’Università di Bari Alessandro Dell’Erba. Il primo a finire nel registro degli indagati è stato l’autista del pullmino che quotidianamente fa la spola tra le province pugliesi per portare i braccianti nei campi.

Prendendo parola sull’argomento, il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ha sottolineato: “Il caporalato in agricoltura è un fenomeno da combattere come la mafia e per batterlo occorre la massima mobilitazione di tutti: istituzioni, imprese, associazioni e organizzazioni sindacali. Chi conosce situazioni irregolari deve denunciarle senza esitazione”. Spiega l’esponente del governo Renzi: “In queste settimane abbiamo lavorato con il ministero del Lavoro sia per intensificare i controlli che per consolidare nuove pratiche utili al contrasto permanente del fenomeno”.

Martina ha quindi ricordato che dal primo settembre prende il via la ‘Rete del lavoro agricolo di qualità’, “che abbiamo fortemente voluto dal ministero delle Politiche Agricole, e che è diventata finalmente realtà in questi mesi”. Sostiene il ministro: “È uno strumento importante. Dall’1° settembre le aziende agricole potranno aderire alla Rete tramite il portare internet INPS. Per la prima volta in Italia si istituisce un sistema pubblico di certificazione etica del lavoro che riguarderà proprio le imprese agricole. Il ‘certificato di qualità’ non sarà un semplice bollino di natura burocratica ma attesterà il percorso delle verifiche puntuali e preventive effettuate individuando e valorizzando le aziende virtuose”.

Il piano “prevede l’adesione alla Rete, attraverso la stipula di convenzioni, degli sportelli unici per l’immigrazione, delle istituzioni locali, dei centri per l’impiego e degli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura”. Martina ha concluso: “Questo è solo il primo passo, ma può fare davvero la differenza se utilizzato con continuità e attenzione da parte di tutti. La nostra deve essere una battaglia senza sosta e senza quartiere alla piaga del caporalato e del lavoro nero in agricoltura”.

GM