Storia di Aylan, il bimbo che sognava il Canada

Bimbo morto in spiaggia a Bodrum (STR/AFP/Getty Images)
Bimbo morto in spiaggia a Bodrum (STR/AFP/Getty Images)

Aylan Kurdi aveva tre anni ed era nato a Kobane, nel nord della Siria, città simbolo della resistenza del popolo curdo contro l’aggressione dei fanatici integralisti dell’Isis: la foto del suo corpicino senza vita su una spiaggia turca sta facendo il giro del mondo, divenendo il simbolo di un dramma, quello dell’immigrazione a causa delle guerre in Medioriente, così come in Africa, di fronte al quale il mondo occidentale osserva inerme o comunque facendo ben poco.

Con lui ha trovato la morte Galip, il fratellino di appena due anni più grande, mentre un attivista anti Isis di Raqqa, Abdalaziz Alhamza su Twitter ha scritto che la madre di Aylan e Galip sta bene, era ad Atene e ora è tornata sull’isola di Mytilene. La notizia è tutta da verificare, altri media sostengono che anche la madre dei piccoli sia morta nella tragedia, mentre sembra certo che il sogno del padre di Aylan e dell’intero nucleo familiare fosse quello di raggiungere la sorella dell’uomo, che ora vive a Vancouver in Canada.

La notizia è riportata proprio dai media canadesi, che riportano anche alcune dichiarazioni della zia del piccolo Aylan: “Vivevano in condizioni terribili, i curdi vengono trattati male in Turchia”. Dal Paese guidato da Erdogan, infatti, la famiglia Kurdi stava cercando di scappare, ma nella traversata tra Kos e Bodrum, Aylan, suo fratello Galip e un’altra dozzina di persone hanno incontrato la morte. Il padre dei bambini, Abdullah, ora vorrebbe tornare a Kobane per seppellire la famiglia, mentre la foto del piccolo inerme su una spiaggia ha scosso il mondo occidentale. “Occorre agire, occorre una mobilitazione europea”, queste le parole del primo ministro francese Manuel Valls, che la foto del corpo senza vita di Aylan ha rilanciato via Twitter.

Il tweet di Manuel Valls (ritaglio Twitter)
Il tweet di Manuel Valls (ritaglio Twitter)

GM