Mark, il modello diventato clochard

NEW YORK, NY - APRIL 22: Mark Reay and Greg Scaffidi attend the opening night of Dog Dance By Brad Elterman at Milk Studios on April 22, 2014 in New York City.  (Photo by Mireya Acierto/Getty Images)
(Mireya Acierto/Getty Images)

Capello brizzolato, 192 cm di altezza, fisico aitante, è così che si presenta il 56enne ex modello Mark Reay. Se lo si incontra per le strade di New York, vestito di tutto punto, sembra uno dei tanti manager di Manhattan e nessuno direbbe che dietro l’abito grigio stirato alla perfezione si nasconde un clochard. Invece per 6 anni, dall’agosto 2008 al luglio 2014, l’uomo ha vissuto come un senzatetto. Nonostante le giornate trascorse in strada, Mark ha fatto di tutto per passare inosservato e nascondere il suo disagio. Si lavava nei bagni pubblici, non bivaccava sulle panchine e non ammazzava il tempo bevendo alcol. La sua dimora, un sacco a pelo e una tenda, è stato sul tetto di un edificio nell’East Village di New York City dove non rientrava mai prima delle 2 di notte. Il declino per lui è arrivato quando, dopo aver accettato 30 mila dollari per lasciare l’appartamento di New York, è scappato a Rio De Janeiro per inseguire la sua passione e studiare fotografia. Purtroppo al suo ritorno nella Grande Mela gli ingaggi come fotografo non gli hanno dato la possibilità di mantenersi; lontani ormai i tempi quando come giovane modello calcava le passerelle di Versace  e partecipava come comparsa nel telefilm Sex and The City. La sua storia è venuta alla ribalta grazie ad un docufilm “Home Less” girato da un amico regista austriaco Thomas Swirthersonhn, che ha deciso di raccontare la sua vita. Un’occasione questa per conquistare qualche copertina. Il New York Post ha addirittura dedicato una pagina intera al barbone con lo charme alla Richard Gere. Fortunatamente durante questi anni instabili qualche lavoretto non è mancato; nel 2010 è apparso per pochi secondi nella pubblicità del profumo Bleu di Chanel, girata da Martin Scorsese, poi, ha ottenuto un ruolo  di un agente nel film «Man in black III» e fatto qualcosa con Woody Allen. Una vera doppia vita per Mark che ha sempre voluto nascondere a tutti, familiari compresi, la sua condizione economica. “Mi domandano perché non mi compro un rasoio da un dollaro — spiega Ray —. Il problema è che devo acquistare una confezione interna, non vendono un pezzo singolo e così non mi bastano i soldi per il cibo”.  Oggi la vita dell’affascinante vagabondo è cambiata, riesce finalmente a tirare avanti con il mestiere di fotografo, dorme a casa della madre in New Jersey oppure sui divani di conoscenti ed aspetta di incontrare una donna.

Roberta Garofalo