La tenacia del Papa: sospese due condanne a morte negli Usa

papa Francesco Pena di morte
(ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Nonostante il tentativo di fermare l’esecuzione di Kelly Renee Gissendaner, la 47enne che ha fatto uccidere il marito, sia fallito e la donna sia stata giustiziata poche ore fa (prima donna in 70 anni giustiziata in Georgia), Papa Francesco non si è perso d’animo. Con una grande tenacia che deriva dalla forza delle sue idee il Pontefice ha provveduto a scrivere altre due lettere affinché venissero fermate altrettante esecuzioni previste per questi giorni negli Stati Uniti.

Del resto nel suo discorso al Congresso Usa l’aveva detto che la pena di morte era un attentato alla dignità umana e alla vita stessa e come sempre alle parole il Papa fa seguire i fatti dimostrando concretamente quanto siano importanti le sue parole. Così Bergoglio ha scritto per far annullare le due sentenze che tra oggi e domani avrebbero dovuto essere eseguite in Oklahoma e in Virginia. Il risultato ottenuto è buono, anche se non ci sono ancora decisioni definitive. Nel primo caso per esempio la decisione è stata rimandata di 37 giorni per permettere un riesame del caso e decidere se i protocolli adottati per l’esecuzione rispettino le procedure approvate dalle corti federali. Il condannato a morte è Richard Glossip, accusato di aver avuto un ruolo nell’uccisione del proprietario di un motel. Lui si è sempre dichiarato innocente e ritiene di essere stato incastrato dal testimone chiave che lo accusa, un uomo che a sua volta sta scontando l’ergastolo per lo stesso omicidio.

Nel caso della Virginia invece l’esecuzione è stata bloccata a tempo indeterminato. In questo caso il condannato è il serial killer Alfredo Prieto, condannato nel 2010 per un duplice omicidio con l’aggravante dello stupro.

F.B.