“Stavamo riportando la legalità a Roma”

Proteste anti-Marino (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Proteste anti-Marino (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Il giorno dopo le dimissioni da sindaco di Roma da parte di Ignazio Marino, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, parla il suo ormai ex assessore alla legalità, Alfonso Sabella, che spiega il retroscena che ha portato poi all’ultimo atto: “Lui non ha cercato di resistere, ha solo provato a capire se c’erano le condizioni politiche per andare avanti. Ma non c’erano, e alla fine ne ha preso atto. Io non ho dovuto convincere nessuno. Capisco che far passare Marino per fesso è diventato uno sport nazionale, ma non lo è per niente”.

“Stavamo facendo qualcosa di importante in questa città, stavamo riportando il rispetto delle regole e la legalità, e tutto rischia di andare in malora per una bottiglia di vino da 55 euro“, afferma con convinzione Sabella, che poi aggiunge: “Si tratta di una leggerezza, non so se di Marino o del suo entourage. E per me rimanere al fianco di un sindaco sottoposto a indagine per peculato e falso in atto pubblico, al di là delle cifre irrisorie, era complicato. Non perché penso che Marino sia colpevole, ma perché in questo momento non è in grado di dimostrare la propria innocenza. Una situazione politicamente insostenibile”.

“In questi anni c’e’ stata una caccia all’uomo. Su questo il sindaco Marino ha ragione”, sono invece le parole dell’assessore ai Trasporti, Stefano Esposito, tra i primi a dimettersi ieri ancor prima che arrivasse il dietrofront di Marino, ospite di ‘Piazza Pulita’. L’esponente del Pd ha quindi aggiunto: “E’ evidente che la campagna portata avanti intorno alla vicenda degli scontrini, che però è l’ultima parte di una situazione di agibilità politica sempre meno praticabile mi ha fatto dire che a poche settimane dal Giubileo non c’era l’autorevolezza politica di chi guidava la Giunta”.

GM