Spara e uccide un ladro, “il malvivente non era entrato in casa”

Francesco Sicignano (screenshot)
Francesco Sicignano (screenshot)

Mentre non si fermano le polemiche sull’uso eccessivo della legittima difesa, dopo la reazione del proprietario di una villetta alle porte di Milano, che l’altra notte ha ucciso un ladro che tentava il furto nel suo appartamento e ieri sera sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, va avanti l’inchiesta per chiarire la dinamica esatta di quanto avvenuto dentro e fuori l’abitazione del 65enne Francesco Sicignano.

“Ho sentito dei rumori e mi sono svegliato, ho preso la pistola e sono uscito dalla stanza da letto. A quel punto mi sono trovato davanti una sagoma che aveva un arnese in mano e ho esploso un colpo. Poi sono corso fuori, ho visto altre due ombre che fuggivano e ho sparato in aria due volte. Soltanto dopo mi sono reso conto delle condizioni di quel ragazzo”, ha spiegato l’uomo agli inquirenti, che però non sembrano credere alla sua versione dei fatti.

Sono tre i punti che fanno propendere le indagini verso l’omicidio volontario, accusa alla quale è chiamato a rispondere l’uomo, piuttosto che verso l’eccesso di legittima difesa. Innanziutto, il corpo del malvivente era sulla scala tra secondo e primo piano, dunque fuori dalla casa. Non ci sono inoltre segni di effrazione sulla porta e in terzo luogo non ci sono macchie di sangue in casa, come di un ferito che prova a scappare o viene trascinato via.

Ma Sicignano insiste nella sua versione dei fatti: “Era l’una e mezza di notte. Ho sentito dei rumori, mi sono svegliato di soprassalto. Ho preso la pistola e mi sono alzato. Avevo paura per mia moglie. I ladri erano già entrati tre volte in casa nostra. Ho visto in cucina e ho urlato: ‘Cosa stai facendo?’ Quell’uomo mi è venuto addosso, allora ho sparato, ho dovuto sparare. Ma non volevo che morisse…”. A sua difesa si schiera quasi l’intero vicinato: “Anche se fosse vero, il ladro era comunque già dentro la proprietà privata”, spiega qualcuno, mentre c’è chi definisce il pensionato “un eroe” e chiede: “Dovreste trovarvi voi, in quella situazione. Francesco come poteva essere sicuro che il ladro non fosse armato?”.

GM