“Andiamo avanti per Valeria, senza paura né rabbia”

Valeria Solesin (foto dal web)
Valeria Solesin (foto dal web)

“Non è rabbia. E non deve essere paura: Valeria non ci perdonerebbe mai se fossimo spaventati e dunque ora restassimo fermi. Nel suo nome, la nostra sfida deve essere quella di non smettere mai di provarci, per riuscire a cambiare le cose”, queste le parole pronunciate da Dario Solesin, fratello di Valeria, la giovane italiana uccisa nel corso dell’attacco terroristico al Bataclan di venerdì sera. Il 25enne è arrivato ieri a Parigi con i genitori e nel tardo pomeriggio è avvenuto il riconoscimento della salma della sorella.

Commosso era stato il ricordo di mamma Luciana dopo che si era appreso che quel corpo era proprio della figlia Valeria: “Porteremo sempre nel cuore nostra figlia nel suo essere: quello che preme a me e a mio marito è il ricordo di nostra figlia che era una persona meravigliosa, una figlia, una persona, una cittadina e una studiosa meravigliosa”. Dal consolato parlano di una donna distrutta dal dolore: “Immaginate una mamma: ha la figlia che studia alla Sorbona, che è un talento, e poi la perde così”.

Ma la famiglia Solesin non perde la dignità, come spiega ancora il fratello di Valeria: “Mai fermarsi, mia sorella non me lo perdonerebbe mai. Non sento rabbia ma soltanto un enorme vuoto. E una consapevolezza: non dargliela vinta, non spaventarci, ma continuare nell’unica direzione in cui Valeria avrebbe voluto: provare davvero a cambiare le cose, a fare in modo di vivere in un posto migliore”. Dario Solesin ricorda: “Ero venuta a trovarla una settimana fa nemmeno. Era felice per la nuova casa, probabilmente la vita stava prendendo il senso che voleva”.

Infine spiega che la sorella era pronta a tornare in Italia: “Ho letto tante bugie in questi giorni. Ma una cosa è sicuramente vera: Valeria sarebbe certamente voluta tornare in Italia per fare le stesse cose che riusciva a fare in Francia. Per provare a rendere in qualche maniera migliore il nostro paese”.

GM