Russia's President Vladimir Putin speaks at a session of the board of Russian security service, the FSB, in Moscow on April 7, 2014.Ukraine faced today a fresh secessionist crisis when pro-Russians occupying the Donetsk government seat proclaimed independence from Kiev and vowed to hold a referendum on joining Kremlin rule.Several Ukraine's eastern regions now want to stage referendums on joining Kremlin rule when Ukraine holds snap presidential polls on May 25 that feature two frontrunners who both want to tie the vast country's future to Europe and break its historic dependence on Russia. AFP PHOTO/ RIA-NOVOSTI/ POOL / MIKHAIL KLIMENTYEV (Photo credit should read MIKHAIL KLIMENTYEV/AFP/Getty Images)

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“La Russia è l’unica grande potenza in grado di distruggere l’Isis perché può ignorare le accuse e le pressioni dei media occidentali”. A dirlo non è Putin o un rappresentante della Federazione russa ma Gwenyth Todd, un ex consigliere di Barack Obama ed ex membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale (NSC) della Casa Bianca: “Ci sono molti cittadini americani che vogliono assolutamente evitare tutti i danni collaterali legati a una possibile guerra o anche solo le violenze necessarie a fermare i colpevoli.” Putin, invece, non avrebbe problemi a intervenire, ma dovrebbe muoversi in tempi brevi – è stato il primo a far scattare la rappresaglia contro l’Isis –  per approfittare dell’onda emotiva seguita agli attentati di Parigi: “Questa finestra – spiega Todd – rimarrà aperta solo per poco tempo, e la Russia deve muoversi molto velocemente e colpire l’Isis con grande forza se vuole essere efficace”. L’ex consigliere di Obama ha sottolineato, come fatto da Putin al G20, la necessità di fermare i flussi di denaro verso l’Isis: “Il mondo ha bisogno di un paese veramente potente, pronto a fare qualsiasi cosa per respingere questi terroristi ben armati e finanziati. È inoltre necessario mettere un attimo da parte le accuse di violazione dei diritti umani e cercare di fermare il flusso di denaro proveniente dalla Turchia e dai paesi del Golfo diretto ad alimentare lo stato islamico”. Todd si è soffermata su un possibile intervento di alcune nazioni contro i russi a difesa del Califfato: “Strategicamente l’Occidente sa che la Turchia, uno dei membri chiave della Nato, è anche un supporter dell’Isis e non la difenderà se Erdogan decidesse di mettersi contro la Russia in Siria. E i paesi del Golfo non rischierebbero mai un confronto armato contro Putin”. Una benedizione all’operato di Putin da parte degli USA?

L. B.