Giosuè Ruotolo in un'intervista (screenshot Youtube)

Giosuè Ruotolo in un’intervista (screenshot Youtube)

E’ stata messa sotto torchio dai Carabinieri la fidanzata di Giosuè Ruotolo, il 26enne unico indagato per il duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza. La giovane è stata sentita nella caserma dei carabinieri di Somma Vesuviana per 5 ore e 45 minuti in qualità di persona informata sui fatti. Gli inquirenti stanno analizzando anche i contenuti del computer e del telefono cellulare della giovane ed è probabile che le abbiano anche chiesto delucidazioni su alcuni capi di abbigliamento del suo fidanzato, in particolare la tuta acetata che secondo i suoi inquilini avrebbe indossato la sera dell’omicidio e che adesso non si trova.

In particolare, Daniele Renna, 28 anni, uno dei due coinquilini del giovane, in un interrogatorio ha sostenuto: “Mi sono ricordato che la sera del 17 marzo tra le 19.30 e le 19.45, mentre mi trovavo in cucina, ho visto Giosuè vicino alla porta d’ingresso, intento a uscire dall’appartamento. Ricordo di essere rimasto sorpreso poiché non era solito uscire da solo in quell’orario e pertanto gli ho chiesto dove stesse andando. Giosuè mi rispose dicendomi ‘Fatti i c… tuoi’ per poi uscire. Indossava una tuta da ginnastica scura”.

Nelle scorse settimane, secondo alcune fonti di stampa, gli inquirenti avrebbero acquisito un profilo genetico misto sui vestiti sequestrati a Giosuè Ruotolo. Intervistato ieri da Mattino Cinque, l’avvocato Rigoni Stern, legale di Ruotolo, ha riferito che ad oggi non sarebbe ancora stato informato sulla natura della traccia biologica identificata dai Ris su una giacca sequestrata al suo assistito: “Non ci è dato sapere di chi sia questo Dna misto, quindi è difficile stabilire verso quale orientamento vadano gli eventi e le indagini”.

 

GM