Arrestato ‘El Chapo’ Guzman: nei mesi scorsi sfidò l’Isis

'El Chapo' Guzman (ALFREDO ESTRELLA/AFP/Getty Images)
‘El Chapo’ Guzman (ALFREDO ESTRELLA/AFP/Getty Images)

Finita la fuga di Joaquin ‘El Chapo’ Guzman, il pericoloso boss del narcotraffico messicano, evaso nella notte tra l’11 e il 12 luglio dal carcere di massima sicurezza di Altiplano, vicino Città del Messico. Ad annunciarlo è stato il presidente messicano Enrique Pena Nieto con un tweet: “Missione compiuta. Lo abbiamo preso”. Guzman era finito in manette nel febbraio 2014, con un blitz durante una festa in un hotel di Mazatlan. Nei giorni successivi, nel corso di un interrogatorio, avrebbe ammesso di aver ucciso tra le 2 mila e le 3 mila persone.

‘El Chapo’, secondo la rivista Forbes, avrebbe un patrimonio tale da esser stato inserito nella classifica degli uomini più potenti del pianeta e in Messico ha dato vita a un sistema di potere talmente forte che subito dopo il suo arresto centinaia di persone scesero in corteo per le strade di Culiacan, capitale dello stato di Sinaloa, nell’ovest del Messico, per chiederne la scarcerazione. Durante la sua recente latitanza, Guzman aveva sfidato Abu Bakr Al Baghdadi, leader dello Stato Islamico, scrivendogli un’email: “Il tuo Dio non può salvarti dal vero terrore che i miei uomini vi infliggeranno se continuerete a influenzare i miei affari. Il mondo non è il vostro, ho pietà del prossimo che cercherà di interferire con l’attività del cartello di Sinaloa, strapperò il suo cuore e la sua lingua”.

Soddisfazione per il nuovo arresto di ‘El Chapo’ è stato espresso dal presidente Pena Nieto, che sottolineato: “Durante mesi interi di costante e preciso lavoro di intelligence e di inchiesta, siamo riusciti a smantellare la rete di influenza e di protezione di cui disponeva questo criminale, confermando così che le istituzioni del Paese dispongono delle capacità necessarie per affrontare chi minaccia la tranquillità dei messicani”.

GM