I genitori di Trifone Ragone parlano di Giosuè

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:31
Francesco ed Eleonora Ragone (ritaglio video)
Francesco ed Eleonora Ragone (ritaglio video)

Durante un collegamento alla trasmissione ‘Mattino Cinque’ condotta da Federica Panicucci, i genitori di Trifone Ragone, il giovane ucciso insieme alla fidanzata Teresa Costanza a Pordenone nel marzo dello scorso anno, chiedono che venga messa fine alle voci sul conto del figlio, con particolare riferimento alla notizia che Giosuè Ruotolo, il 26enne unico indagato per il duplice omicidio avrebbe creato un profilo Facebook falso dal quale vennero inviati messaggi alla ragazza uccisa riguardanti le presunte ‘scappatelle’ del suo fidanzato.

Spiega mamma Eleonora: “Sono profondamente rammaricata dalle parole del legale della persona accusata di aver ucciso mio figlio e mia nuora. Avrebbe detto che dal profilo Facebook anonimo non sarebbero partiti messaggi molesti verso Teresa ma solo avvertimenti sull’atteggiamento libertino di Trifone. Io posso dire qual’era il tenore morale di mio figlio. Era un uomo perfetto. Anche Teresa era una persona esemplare. Non siamo più disposti a sopportare che la loro memoria venga infangata”.

“Ormai sono passati dieci mesi dal delitto, non vogliamo che ci siano ulteriori depistaggi”, ha detto ancora la donna, soffermandosi poi ai rapporti tra la vittima e il suo presunto assassino: “La difesa parla di un rapporto sereno tra due amici e commilitoni, cosa che non sembrerebbe confermata da quanto sta emergendo dalle indagini”. Alle parole della madre di Ragone, replica Roberto Rigoni Stern, difensore di Ruotolo: “Abbiamo grande rispetto nei confronti delle due famiglie interessate dall’omicidio. Esiste un profilo Facebook ma non siamo in grado di comprendere appieno il tenore di queste conversazioni visto che noi, come difesa, non abbiamo mai potuto avere accesso a quei contenuti ed è impossibile sapere se ci fossero conversazioni di ammonimento”.

L’avvocato prosegue: “Attendiamo anche noi di sapere che cosa emerga effettivamente da tutti i supporti informatici esaminati. Dispiace constatare che ci sia un atteggiamento di rivalsa verso Giosuè, che ad oggi è semplicemente indagato. Bisognerebbe concentrare l’attenzione sulla materialità: la presenza sul luogo del delitto, l’ uso dell’arma e non ci sono indizi a carico di Giosuè da questo punto vista. Non si possono emettere sentenze preventive”.

GM