Lidia Macchi: dopo 29 anni un clamoroso arresto

Lidia Macchi
Lidia Macchi

Svolta clamorosa nel caso di Lidia Macchi, la ragazza di Varese trovata morta il 5 gennaio 1987: 29 anni dopo quel brutale assassinio, infatti, un arresto è stato eseguito dalla squadra mobile del luogo su disposizione del gip di Varese e su richiesta del sostituto pg di Milano, Carmen Manfredda. Da quel che si apprende, la persona arrestata sarebbe un ex compagno di liceo della vittima, uccisa con 29 coltellate dopo essere andata a trovare una amica ricoverata all’ospedale di Cittiglio, nel varesotto.

Lidia Macchi aveva vent’anni ed era studentessa di legge alla Statale di Milano. La ragazza era molto stimata perché anche capo guida scout nella sua parrocchia di Varese. In passato per il suo omicidio era stato messo sotto accusa Giuseppe Piccolomo, già in galera per l’assassinio di Carla Molinari, nota come il delitto delle mani mozzate. A portare gli inquirenti sulle sue tracce alcuni elementi: le similitudini con il delitto di Carla Molinari, per la dinamica e il depistaggio; la vicinanza tra la sua abitazione e il posto del ritrovamento del corpo di Lidia; il tipo di imballaggio usato per coprirne il corpo.

A Piccolomo la Procura contestò le aggravanti di “aver agito con premeditazione, di aver commesso l’omicidio per occultare il reato di violenza sessuale” e la “particolare crudeltà”. Da quasi trent’anni, i genitori e gli amici di Lidia Macchi non hanno mai smesso di cercare la verità.

GM