Va a prostitute, paga la moglie

Prostituta (CLAUDIO BRESCIANI / TT/AFP/Getty Images)
Prostituta (CLAUDIO BRESCIANI / TT/AFP/Getty Images)

La vicenda è avvenuta a Senigallia, in una strada isolata dove qualche sera fa la pattuglia della polizia municipale l’altra sera ha notato un’auto accostare, per poi far salire una prostituta. I vigili hanno seguito l’auto, fermandola dopo pochi metri, in seguito hanno contestato al cliente l’inosservanza del divieto comunale di contrattare prestazioni sessuali; contestualmente alla prostituta, una giovane romena, è stato contestato l’esercizio del meretricio. I due hanno dichiarato che la giovane era salita in auto perché aveva bisogno di un passaggio, ma si sono contraddetti quando hanno dovuto rendere nota la destinazione.

Al cliente  viene elevata una multa da 400 euro, che il cliente  pensa bene di contestare e di ricorrere, sostenendo i la tesi del passaggio. Così, secondo il codice della strada, spetta ora al proprietario del mezzo, che risulta essere la moglie tradita, a pagare in solido la sanzione. Trattandosidi un regolamento di polizia urbana, i vigili potranno continuare a sollecitare il trasgressore. La moglie proprietaria dell’auto ha in ogni caso il diritto in qualsiasi momento di conoscere le violazioni commesse con la sua auto, in quanto nel verbale di contestazione sono presente numero di targa e modello del veicolo che risulta agli atti.

Il rischio, per l’uomo, è che prima che la vicenda si chiuda, col pagamento della sanzione piuttosto che con l’annullamento della stessa, la moglie decida di chiedere notizia su eventuali violazioni del codice della strada.

GM