Gli strani rumori in casa Ciontoli e le urla di Marco

I Ciontoli (screen shoot you tube)
I Ciontoli (screen shoot you tube)

Il giallo di Ladispoli resta un mistero, ma la mamma di Marco, il ragazzo trovato morto a casa della fidanzata in una tranquilla serata primaverile, non ci sta ed è in  cerca la verità. Secondo la famiglia di Martina Ciontoli, la fidanzata del giovane bagnino di Cerveteri, il giovane sarebbe morto per un colpo accidentale sparato “quasi per gioco”. Giorno dopo giorno però emergono particolari che inchioderebbero la “strana” famiglia di Ladispoli. Una vicina di casa Ciontoli infatti ha fatto sapere  che la sera del 17 Marzo 2015,  verso le  23:00-23:10, avrebbe sentito  la fidanzata di Marco, molto irritata, che diceva a papà Antonio: “Lo vedi? Lo vedi papà?”. La donna inoltre ha detto di essere sicura, in quanto avrebbe guardato continuamente l’ora, poiché aveva deciso di andare a  letto . Successivamente, verso le 23:20-23:30, sempre la signora sentì un forte rumore, come un oggetto di cristallo che si rompeva. In seguito alcuni minuti di silenzio, poi un forte urlo di un ragazzo. La donna, poi avrebbe avvertito un’altra voce maschile che cercava di tranquillizzare la voce maschile che urlava. Tale voce diceva: “E’ tutto a a posto, non ti preoccupare”. La donna ha confermato che a rassicurare il giovane disperato era Antonio Ciontoli. Ha inoltre aggiunto che tra il primo botto e l’arrivo del 118, trascorse circa un’ora. Il povero bagnino, in questo periodo di tempo, avrebbe urlato continuamente, con piccole pause. La signora parla di urla di dolore disumane.

Marina Conte, mamma di Marco ha parlato alla trasmissione Quarto grado ed è sicura: “Marco si fidava tantissimo di loro. Invece loro non lo amavano. L’ho capito da quando ho sentito la seconda telefonata al 118, dove il Ciontoli parlava al telefono e Marco faceva delle urla agghiaccianti. Ad un certo punto diceva pure: “Portatemi, portami”. Dice una cosa del genere. Mio figlio voleva dire che aveva bisogno di essere aiutato. Loro, invece, pensavano solo ed esclusivamente a salvaguardarsi.  Sono convinta che mio figlio fosse lucido in quel momento. Lui voleva dire: “Portatemi all’ospedale, aiutatemi”. Urlava: “Basta” e loro l’hanno lasciato lì a morire. A loro, dopo che è partito quel colpo d’arma, non è più interessato niente di mio figlio. Hanno solo pensato al posto di lavoro e a come coprire il tutto, perché è una famiglia d’immagine”.

Mamma Marina, poi, ha commentato la festa “pacchiana” organizzata per il compleanno di  Martina: “Basta guardare questo video per capire che loro erano una famiglia d’immagine. Io a mio figlio gli ho sempre detto che (quella festa, ndr) sembrava un matrimonio. Ma loro erano così, una famiglia d’immagine. Avevano fatto questa bellissima festa, volevano mostrare di essere una famiglia dignitosa. Sapevano recitare bene. Però dal 2013 fino al 2016, dopo che mi hanno ucciso un figlio, posso solo dire che è una famiglia che vive di immagine. Non hanno mai avuto regole da dare ai figli. Io, invece, mio figlio l’ho educato in modo dignitoso”.

Sempre riguardo alla festa per i 18 anni di Martina, la signora Conte ha sottolineato il fatto che nel video si vedesse Marco ringraziare i Ciontoli, mentre la giovane non avrebbe speso nemmeno una parola per il suo fidanzato:”Mio figlio fa dei ringraziamenti a questa famiglia e la ragazza non ha un briciolo di ringraziamento né per il fidanzato, né per noi. Lei era completamente vestita da me, persino la pettinatura le avevo regalato per il suo diciottesimo anno. Neanche ad una sposa si fa quello che ho fatto io per i suoi 18 anni. Non si è mai dimostrata sensibile alla morte di mio figlio, non l’ha soccorso, non l’ha aiutato su niente. Ha aiutato solo la sua famiglia. Anche in quel video, lei i ringraziamenti li fa solo alla sua famiglia”.  Mamma Marina, in conclusione del suo intervento alla trasmissione Quarto Grado,, ha spiegato perché non ha apprezzato la lettera che le è stata inviata da Viola Giorgini: “Quella lettera ci fa molto arrabbiare perché noi per otto mesi e mezzo abbiamo sempre detto a questa ragazza di dire la verità, di uscire fuori da quella famiglia, di andare dal Pubblico Ministero e dire la verità. Lei non l’ha mai fatto, era schierata e unita con questa famiglia. A pochi giorni dall’udienza preliminare pensa di intenerire me e mio marito? No. Poi me l’ha mandata con raccomandata con ricevuta di ritorno. Io ho ricevuto lettere da tutta Italia e dall’estero intestate semplicemente “alla famiglia Vannini, Ladispoli” e mi sono state tutte recapitate. Lei sapeva dove abitavo. Poteva venire a casa mia o mettermi la lettera nella cassettina della posta. Perché tutta questa formalità? Perché evidentemente è una loro strategia. Queste persone continuano a sconvolgermi e a mantenere una linea disumana. Sono serena e fiduciosa nella giustizia e mi auguro che al più presto mio figlio possa riposare in pace, che sia fatta giustizia per lui e venga detta finalmente la verità”.

 

MD